Il nuovo percorso dellaVariante sud è a rischio alluvione

Dopo le polemiche spunta una soluzione con molti dubbi Parola ai consigli comunali dell’Aquila, Fossa e Barisciano
L’AQUILA. La scelta del percorso del lotto C della Variante sud assomiglia molto al gioco della battaglia navale. Regione e Anas, dopo aver tentato con la soluzione 9A, hanno provato l’affondo con il percorso 9B. Fallito il colpo ora ci provano con l’ipotesi 9E. Un tira e molla che va avanti da anni. Il lotto C della Variante sud è quello che dovrebbe collegare Bazzano (dal punto dove oggi termina il viadotto sulla Statale 17 ter) a San Gregorio passando per Onna e scavalcando un paio di volte il fiume Aterno. Negli ultimi mesi le polemiche si sono sprecate: sono nati comitati popolari, si sono riuniti a oltranza consigli comunali, sindaci hanno firmato intese e poi le hanno sconfessate, ci sono state riunioni infuocate in cui chi la voleva cotta e chi la voleva cruda. Insomma la solita storia che la filosofia popolare sintetizza così: quando ci sono troppi galli a cantare non si fa mai giorno. L’unico vero risultato ottenuto è stato quello di evitare che la Variante sud (uno stradone largo trenta metri su un terrapieno di sei metri) passasse sulle macerie della frazione di Onna, il paese cancellato dal terremoto del 2009.
Il via libera al lotto C lo deve dare il comitato regionale Via (Valutazione di impatto ambientale). La pratica ora è ferma proprio al comitato Via. Ma udite-udite! Il percorso all’esame del Via non è né il 9A, né il 9B e tantomeno il 9E. Bensì è il 10B che nel luglio scorso a causa dell’opposizione del consiglio territoriale di Paganica e di comitati popolari ha ricevuto uno stop. Ed è qui che la giunta regionale ha tirato fuori il coniglio dal capello. Il presidente Luciano D’Alfonso ha incontrato i sindaci dell’Aquila, Fossa e Barisciano (sui cui territori passa il lotto C), ha detto loro che bisognava trovare una soluzione a tutti i costi in quanto si tratta di opera strategica per l’Abruzzo e dal confronto è venuto fuori il percorso 9E. Ma D’Alfonso ha chiesto ai sindaci uno sforzo ulteriore: far approvare la soluzione 9E dai rispettivi consigli comunali per ripresentarsi al Via con i tre sì da allegare al nuovo percorso. A quel punto il Via difficilmente potrà dire no. La battaglia quindi ora si sposta nelle aule consiliari dell’Aquila, Fossa e Barisciano. Il percorso 9E con il suo terrapieno di 6 metri penetra in una zona dove finora nessuno ha avuto il coraggio di costruire (a parte qualche provvisoria baracchetta di legno). Sulle mappe viene definita “Marinaro” perché, quando esonda l’Aterno, quella zona diventa un lago (l’ultimo episodio alluvionale è del dicembre 2010). Senza contare che il terrapieno in caso di esondazione farebbe “rimbalzare” l’acqua verso Onna. Ma l’opera è strategica. Poi Onna non c’è più. Allaghiamo pure quelle quattro macerie rimaste e voltiamo pagina. Per sempre.
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