«Il nuovo titolare Usra risponderà al Comune»

L’AQUILA. «Il nuovo titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dovrà rispondere del proprio operato direttamente al Comune. Altrimenti gli sarà interrotto il contratto». In attesa che la...
L’AQUILA. «Il nuovo titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dovrà rispondere del proprio operato direttamente al Comune. Altrimenti gli sarà interrotto il contratto». In attesa che la commissione esamini le circa 30 candidature arrivate per sostituire Paolo Aielli alla guida dell’Usra, l’assessore Pietro Di Stefano lancia un chiaro segnale al futuro dirigente e invita «coloro che difendevano Aielli a battersi ora il petto».
A far esplodere la rabbia dell’assessore alla Ricostruzione la fase di collasso in cui si trova l’ufficio incaricato di esaminare i progetti, che da lunedì avrà il personale dimezzato, e la vicenda delle frazioni, a cui finora è stato erogato solo il 5% dei contributi.
«Chi protesta ha perfettamente ragione», sottolinea Di Stefano, «visto che le schede parametriche delle frazioni non vengono esaminate da più di un anno. Una situazione intollerabile, che ho denunciato più volte: il nostro cronoprogramma prevedeva che la ricostruzione della città e delle frazioni dovesse procedere in parallelo. Invece, il lavoro dell’ufficio speciale del capoluogo è stato impostato malissimo e quel cronoprogramma è diventato carta straccia. Il responsabile di questo disastro è sicuramente Paolo Aielli, contornato dai suoi consulenti, che tra l’altro sono ancora là». Entro metà febbraio dovrebbe uscire il nome del sostituto di Aielli: «C’è una commissione che sta esaminando le candidature», spiega Di Stefano, «e verrà selezionata una rosa di cinque nomi, che sarà vagliata anche dal governo. Io non ho voluto conoscere i nomi dei candidati. Mi auguro però che il successore di Aielli abbia chiaro un concetto: l’Usra ha un solo compito, e cioè quello di portare avanti la ricostruzione. Sostituisce quella che era la filiera, nell’esame delle schede parametriche e dei progetti. Quindi l’attuale normativa va cambiata, vanno eliminate tutte le ambiguità, chi andrà a dirigere l’ufficio dovrà rispondere del suo operato direttamente al Comune. Altrimenti gli verrà interrotto il contratto».
Intanto è entrato nel pieno delle sue funzioni Giampiero Marchesi, capo della struttura tecnica di missione: il suo primo atto è stato di sollecitare il ministero delle Finanze a trasferire nelle casse del Comune i 205 milioni che servono per coprire i contributi del cosiddetto decimo elenco: «Soldi che dovevano già essere disponibili», aggiunge Di Stefano, «ma, come in tutta la fase della ricostruzione, ogni volta bisogna andare a bussare a Roma per avere il dovuto. Marchesi deve inoltre validare il rinnovo dei contratti ai 61 dipendenti di Abruzzo Engineering e ai 14 precari del Comune che lavorano all’Usra: dal 2 febbraio l’ufficio avrà ancora meno personale e così non si può assolutamente andare avanti».
La direttiva emanata due giorni fa dal direttore che regge l’incarico a tempo determinato Carlo Pirozzolo dovrebbe accelerare l’iter istruttorio dei progetti di parte seconda: «Ma ce ne vuole una anche per le schede parametriche della parte prima», conclude l’assessore Di Stefano, «e per chiudere le pratiche più vecchie, esaminate dalla filiera. La ricostruzione dell’asse centrale del capoluogo di regione è più avanti rispetto alle frazioni, dobbiamo riportarle sugli stessi binari».
Romana Scopano
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