Il pane di Solina sbarca all’Expo

3 Maggio 2015

L’iniziativa di alcuni produttori locali supportata da Slow food

L’AQUILA. Il pane fatto con il grano di Solina sbarca all’Expo, addirittura al padiglione dell’Onu. Non si tratta di una iniziativa commerciale, ma di approfittare della rassegna mondiale di Milano per far conoscere al mondo una delle produzioni locali che rischiava di scomparire, soppiantata dai grani ibridati che permettono rese maggiori, e che invece all’Aquila si sta cercando di rivitalizzare. Ieri, all’agriforno la Spiga di San Gregorio, una stretta di mano ha suggellato il patto tra alcuni produttori di questa varietà di grano, ovvero Alfonso D’Alfonso con la sua attività nel distretto delle Terre del Tirino, e Piero Petrocco dell’agriforno la Spiga. A fare da testimone Giovanni Cialone, per Slow food, che supporta l’iniziativa e di recente ha inserito proprio il grano di Solina tra i suoi presìdi tipici. Il grano Solina della provincia dell’Aquila ha infatti terminato l’iter per entrare nei presìdi Slow food insieme al fagiolo di Paganica, la salsiccia di fegato aquilana, mentre stanno completando l’iter i ceci rosso e bianco di Navelli. Questi prodotti si affiancano ai preesistenti presìdi Slow food: la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, il canestrato e pecorino di Castel del Monte, e la notissima mortadella di Campotosto. «Siamo presenti all’Expo con il Salone dei parchi sostenuto dal sistema della ricostruzione», ha spiegato D’Alfonso. «Il padiglione che ci ospita è il numero 1, quello dell’Onu, quello dei territori attrattivi, e qui saremo presenti come comprensorio del Gran Sasso e “area cratere”, con i nostri sistemi turistici e di produzione». La Solina è un “antico” cereale di questo territorio, recentemente riscoperto e utilizzato, per un pane dal gusto straordinario, anche dallo chef multistellato Niko Romito. Si tratta di una prodotto sostenuto da Slow food che lo ha inserito tra i suoi presìdi. Insieme ai presìdi Slow food locali quali il fagiolo di Paganica, il tondino del Tavo, l’oliva monicella della Valle Roveto e la lenticchia, le produzioni locali saranno rappresentate anche da altre produzioni come quella del tartufo aquilano e da prodotti dop come lo zafferano.

Raniero Pizzi

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