Il Parco cerca intese con il mondo universitario
PESCASSEROLI. Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise avvia contatti con il mondo accademico e universitario. Nei giorni scorsi il presidente del Pnalm Giovanni Cannata ha incontrato i rettori...
PESCASSEROLI. Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise avvia contatti con il mondo accademico e universitario. Nei giorni scorsi il presidente del Pnalm Giovanni Cannata ha incontrato i rettori delle Università dell’Abruzzo, del Lazio e del Molise territorialmente prossime al Parco. All’incontro erano presenti i rappresentati delle sedi universitarie del Molise, di Cassino, di Chieti-Pescara (assente ma comunque parte del progetto anche l’Università di Teramo). Tra le finalità di un’area protetta, infatti, fissate anche dalla legge quadro sulle aree protette e dalla legge istitutiva del Parco, c’è la promozione della ricerca scientifica e il Pnalm si è distinto nel tempo per il suo sostegno alle attività scientifiche, stringendo rapporti di collaborazione con varie università italiane.
«Ho proposto ai partecipanti all’incontro un rapporto di stretta collaborazione che vada oltre gli ambiti tradizionalmente esplorati nel Parco e che invece apra ad ambiti come quelli sociali ed economici, dei sistemi produttivi, dei beni culturali, di quelli demo- etno-antropologici, della pianificazione con particolare riferimento alla creazione di un modello di sviluppo sostenibile che faccia dell’area Parco un esempio pilota», spiega Cannata. «Lo sviluppo di alcuni temi, in particolare, potrebbe consentire, in connessione con le attività produttive tradizionalmente sviluppatesi in area parco (zootecnia, artigianato, turismo, agricoltura), di ampliare sempre più l’offerta di attività sostenibili ma economicamente portanti per il futuro dello sviluppo dell’area Parco». Questa rinnovata sinergia tra il Parco e il mondo universitario andrà inoltre ad arricchire il contesto nel quale si svilupperà il programma di eventi sulla celebrazione per il centenario della sua nascita in collaborazione con il gemello Parco del Gran Paradiso. «Cento anni di Parco intesi quindi anche come cento anni di attività scientifiche e il riconoscimento del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise come laboratorio dello sviluppo sostenibile», conclude Cannata. (f.p.)
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