Il parco dei vandali in cerca del gestore

10 Dicembre 2016

Aperture a singhiozzo e degrado. I giovani di AltreMenti sollecitano interventi. La giunta: «Risolvere i problemi burocratici»

SULMONA. Struttura in abbandono, preda di infiniti atti vandalici e attualmente aperta solo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Ma per il collettivo AltreMenti non ha senso l’orario invernale del parco fluviale “Augusto Daolio”. Il gruppo di giovani sulmonesi chiede la pubblicazione di un bando per l’affidamento del polmone verde. «Come giovani cittadini sulmonesi», dicono i rappresentanti di AltreMenti, «chiediamo a gran voce che gli amministratori si adoperino quanto prima per l’apertura di un bando specifico, al quale possano partecipare con idee e progetti gruppi e associazioni di questa città, al fine di iniziare a sbrogliare l’intricata matassa di disservizi cittadini a partire dal parco fluviale a oggi inutilizzato, ma da sempre nel cuore di tutti».

In particolare il nuovo orario invernale e la chiusura nei week end non piace ad AltreMenti. Alcune porzioni del Parco fluviale, però, non risultano accatastate. Strano, ma vero. Il parco cittadino realizzato qualche decennio fa non è stato registrato nella sua totalità agli uffici del Catasto. Il nodo impedisce ogni affidamento dell’area, che era stata inaugurata, dopo anni di abbandono, ad agosto 2014.

Ma l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sulmona, Mario Sinibaldi, rassicura sul futuro del parco. «Si tratta di un passaggio prettamente tecnico», interviene Sinibaldi, «già in via di risoluzione, visto che è stato affidato l’incarico a un progettista esterno. Dopo di che valuteremo il da farsi». Le possibilità sono due: la creazione di un parco all’inglese, utilizzato autonomamente dai cittadini, o l’affidamento a un’associazione. «Come Comune non abbiamo le risorse per gestire e tenere a posto uno spazio del genere», aggiunge Sinibaldi, «quindi credo che un affidamento, con relativo bando di gara o concorso di idee sia la strada da scegliere. Anche se dobbiamo ancora parlarne in giunta e decidere. La cosa positiva è che l’inghippo procedurale è in via di risoluzione. Da lì potremo avviare un percorso di gestione dello spazio». La struttura fu restituita alla città, dopo i lavori costati alle casse comunali e provinciali 300mila euro, dall’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Peppino Ranalli.

Inaugurato il 7 agosto 2014, con tanto di taglio del nastro, doveva essere il fiore all’occhiello della città. Eppure negli ultimi due anni non sono mancati episodi di degrado e incuria, oltre che di inciviltà. Per risolvere il problema dovrebbe arrivare anche il sistema di videosorveglianza, già annunciato nei mesi scorsi dalla giunta Casini e per cui si attende un finanziamento.

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