Il Parco della Memoria resta un miraggio

Nessuna traccia dei lavori a ormai quasi dieci anni dal sisma. Operai sul posto, ma solo per ripulire l’area dai rifiuti
L’AQUILA. Il decennale del sisma del 2009 è alle porte, ma di lavori al Parco della Memoria, a piazzale Paoli, non c’è traccia. Qualche giorno fa, dopo le pressanti richieste dei residenti, gli operai del Comune sono arrivati per togliere un mucchio di rami che occupavano uno dei vialetti. Con l’occasione, gli operai hanno anche ripulito metà parco, la zona in alto, quella più vicino alla Villa. La parte in basso, quella che vedrà nascere il Parco della Memoria, è invece rimasta praticamente abbandonata dal giorno del terremoto. Un tempo, sulla gomma rossa del parco e sull’anello intorno, giocavano i bambini. Per il progetto del parco giochi l’allora sindaco Biagio Tempesta si era rivolto ai ragazzi delle scuole medie aquilane, e a vincere era stato il progetto della media Carducci. Poi, dopo il terremoto, il parco è rimasto per anni in zona rossa, interdetto e abbandonato. C’era voluta l’adunata nazionale degli Alpini del 2015 per vedere un po’ di gente al lavoro per rimuovere immondizia, erbacce e rami secchi. Oggi la pavimentazione del parco giochi è sollevata, strappata via, gli arbusti piantati agli inizi del 2000 quando l’area fu risistemata sono cresciuti, anche loro senza alcun controllo. Terriccio ovunque, i giochi scomparsi, fradicio il ponticello di legno. Il progetto del Parco della Memoria, nella sua stesura iniziale, quella che aveva vinto il concorso di idee indetto dalle associazioni dei familiari delle vittime del sisma, prevedeva una grande vasca monumentale, un tunnel con i nomi delle vittime, un obelisco alto 18 metri e lo sbancamento di tutta l’area verso la Villa comunale. Alcuni residenti avevano mostrato le loro perplessità su un progetto ritenuto troppo invasivo, rimarcando anche che nessuno si era preoccupato della loro opinione. Oggi, a distanza di quasi 10 anni, mentre la gente torna a passeggiare sotto gli alberi e dopo una serie di incontri, il Parco della Memoria sembra aver assunto, almeno sulla carta, una forma quasi definitiva.
La parte più contestata, quella dello sbancamento con l’abbattimento di alberi (da 15 a 25) è stata, infatti, stralciata. L’obelisco è stato ridotto a 15 metri di altezza, resta la grande vasca, ma negli ultimi incontri il Comune ha promesso che avrebbe recuperato alcuni spazi auto e che avrebbe messo al posto del “giardino ascetico” un parco giochi. Ma di lavori nemmeno l’ombra.
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