Il Parco: difendiamo abitazioni e pollai dai raid di orso Mario

Il presidente Carrara ha chiesto il sostegno del ministero Previste misure precauzionali e monitoraggio dell’animale
VILLAVALLELONGA. In arrivo fondi dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio per dire basta alle incursioni dell’orso Mario. Dopo la visita notturna del plantigrado in casa della famiglia Bianchi, il presidente del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise Antonio Carrara, ieri mattina è andato a Roma per bussare alla porta del ministero.
La paura a Villavallelonga è tanta e l’orso Mario, nonostante il radiocontrollo, si sposta velocemente da una parte all’altra del Parco e spesso non si fa in tempo a prevedere le incursioni. Per questo Carrara, che nella notte tra venerdì e sabato si è precipitato a Villavallelonga e ha atteso che l’orso uscisse dal soggiorno della famiglia Bianchi, è arrivato nella capitale con un obiettivo preciso: proteggere sì gli animali, ma anche la popolazione. Il plantigrado, dopo essere stato anestetizzato dal veterinario, è stato trasportato dai guardiaparco in alta montagna ed è stato liberato. Ma con un «costante e continuativo monitoraggio dell’esemplare». Ciò al fine «di evitare rischi per la pubblica incolumità e per prevenire il ripetersi dei fatti accaduti». Ma il Parco ha deciso anche di mettere in campo con carattere di urgenza una «progettualità speciale per finanziare misure straordinarie per la prevenzione e l’incolumità pubblica, nei Comuni interessati, da realizzarsi prevalentemente attraverso la messa in sicurezza di strutture come i pollai, che inevitabilmente tendono ad attrarre gli orsi nei centri abitati, creando situazioni di potenziale pericolo».
L’iniziativa del presidente del Parco ha raccolto il via libera del ministero. «Questa prima risposta è un segnale concreto», ha commentato Carrara. «Rimane importante che ogni Ente e amministrazione faccia la sua parte e, pertanto, l’Ente parco si appresta a chiedere formalmente alla Regione Abruzzo di essere coerente con gli impegni assunti, mettendo in campo le misure di prevenzione previste dal Programma di sviluppo rurale».
Nel frattempo la notizia dell’orso Mario, che dalla finestra di una cantina è entrato in casa Bianchi e poi è salito al piano giorno dove si è scontrato con il capofamiglia, Medoro, ha fatto il giro d’Italia e tante sono state le associazioni che sono intervenute.
«La salvaguardia dell’orso marsicano passa attraverso una gestione condivisa delle operazioni di tutela di questa specie, tanto fragile quanto fondamentale sia per l’equilibrio di biodiversità, sia per il legame identitario e simbolico che la associa a quei territori», ha sottolineato Nicola Perrotti, presidente della Fondazione “Uomo, natura, ambiente onlus”. «L’esigenza di collaborazione tra Parco, associazioni, cittadini e istituzioni locali, emersa dall’incontro al ministero dell’Ambiente, va quindi nella giusta direzione e Una onlus parteciperà concretamente a questo percorso seguendo le direttive del protocollo d’intenti sottoscritto con il Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise. Per tutelare al meglio una specie a rischio estinzione come quella dell’orso marsicano è necessaria la compartecipazione di tutti gli attori protagonisti della filiera ambientale, compreso il mondo venatorio».
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