Il Parco: «I cuccioli di Amarena crescono»

Gli orsetti continuano a muoversi e alimentarsi. L’ente: «Accumulano riserve di grasso per l’inverno»
SAN BENEDETTO DEI MARSI. I cuccioli dell’orsa Amarena stanno bene, si alimentano e continuano a muoversi all’interno del Parco, nelle zone attraversate nei mesi scorsi insieme alla madre. Non solo: gli orsetti sono anche cresciuti. «Gli orsi hanno 8 mesi e si stanno alimentando per mettere su grasso da utilizzare durante il periodo dell'ibernazione: non sono più così come li vedete rappresentati sui social ma ben più grandi», spiega il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). L’ente naturalistico ha diffuso un filmato - realizzato alle 23.30 di domenica 24 settembre - in cui si vedono i due cuccioli saltellare in una radura. «Nel corso di questa ultima settimana», sottolinea ancora il Parco, «si sono mossi molto sul territorio ripercorrendo spesso gli spostamenti effettuati con la mamma. I guardiaparco, i tecnici e i carabinieri forestali li hanno osservati diverse volte durante il monitoraggio, ma i due animali sono anche stati avvistati, di sfuggita, da alcuni cittadini». A quasi un mese dall’uccisione di Amarena, gli orsetti sembrano dunque essere in buona salute: i timori degli esperti riguardavano, in particolare, il loro inserimento in natura dato che al momento della morte, Amarena non aveva ancora completato lo svezzamento. Le preoccupazioni erano rivolte, in particolare, alle aggressioni che i cuccioli avrebbero potuto subire da altri animali selvatici o cani randagi. Dopo le prime notti di ricerche, i cuccioli hanno abbandonato l’area del Fucino per tornare in quella del Parco. E così guardiaparco e forestali hanno potuto tirare un sospiro di sollievo: la zona della piana fucense, infatti, è considerata assai pericolosa per la sopravvivenza degli animali, vista la presenza di diverse attività antropiche nel territorio. Il Parco, inoltre, ne ha anche per una smentita ad alcune foto dei cuccioli circolate nei giorni scorsi: «Foto scattate mesi fa o, addirittura, dell’orsa con la cucciolata del 2020. Tali immagini stanno restituendo una percezione distorta dei due cuccioli, come fossero ancora due animali selvatici di pochi mesi, piccoli e non autosufficienti. Una visione non corrispondente al vero che crea però nelle persone ulteriore apprensione e preoccupazione». (l.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

