Il parroco ai fedeli: «La chiesa non è il bar State a bocca chiusa»

Marruci, le 5 regole del canonico Medina: «Vietato ripetere ad alta voce quello che dico. E niente gambe accavallate»
PIZZOLI. La chiesa non è il bar: «Niente gambe accavallate». Il segno di pace è facoltativo: «Vietato dare la mano a tutti». E ancora: «Non ripetete ad alta voce le parole del prete: si impari a tenere la bocca chiusa».
Il bon-ton per stare al cospetto del Signore l’ha scritto il canonico Mauro Medina. Cinque regole (per evitare duplicazioni col più famoso decalogo) scritte sul giornalino parrocchiale “La Lucciola”, bollettino settimanale della parrocchia di San Lorenzo Martire in Marruci-Abbazia di Sant’Equizio.
«Si tratta di raccomandazioni», precisa il parroco, «senza offesa per nessuno, ma di utilità per tutti». Ma quali sono le regole da osservare per evitare di essere destinatari di pubblici rimbrotti? Eccole.
«In chiesa», scrive Medina, «si eviti di chiacchierare, si parli solo se è necessario e sotto voce. Il segno dì pace è facoltativo e il sacerdote può anche ometterlo, come previsto dal messale: comunque, nel caso in cui il prete lo richieda, esso si scambia solo con i più vicini con discrezione e con garbo, senza fare commedie e senza muoversi dal proprio posto, non è un saluto ma un atto di culto... e quindi non ci si deve sentire in dovere di dare la mano a tutti quelli che sono in chiesa».
Poi si passa ai consigli sulla postura. «In chiesa si sta seduti composti guardando l’altare, non si sta di traverso sul banco magari con le gambe accavallate come se si fosse al bar...La pessima abitudine di qualche persona di ripetere in continuazione ad alta voce ciò che dice il sacerdote è estremamente fastidiosa e bisogna smetterla...si impari a tenere la bocca chiusa e a rispondere alla messa quando è il momento».
Infine, Medina invita a evitare le...corse mentre si recitano le orazioni. «Pregare in chiesa è un gesto comunitario, non individuale...pertanto ci si impegni a recitare insieme, all’unisono, senza fare la corsa per finire prima o anche senza essere sempre in ritardo per finire ultimi... è importante ascoltarsi». Chissà se i fedeli lo ascolteranno.
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