Il pasticcio dei buoni spesa: «Umiliati al supermercato»

2 Gennaio 2021

Ticket non attivati: le storie di chi, alle casse, ha dovuto svuotare i carrelli pieni  «Costretta a lasciare i torroni davanti ai miei figli, qualche politico si vergogni»

L’AQUILA. Dagli scaffali del supermercato aveva preso panettoni, torroni e tutto il necessario per un veglione di Capodanno casalingo, insieme a pochi cari. Ma una volta in cassa, la signora Anna, abitante nel Progetto Case a Sant’Antonio, ha avuto un’amara sorpresa: i buoni spesa del Comune, il 30 dicembre, non erano stati ancora erogati e lei è stata costretta a lasciare le buste piene, davanti agli occhi increduli e delusi dei suoi bambini. Una storia non molto diversa da quella di Rossano, residente nelle case popolari di San Gregorio, e di Stefano, del quartiere Sant’Antonio: solo alcuni dei cittadini che si sono visti rifiutare i buoni nelle casse dei supermercati, nei giorni precedenti al Capodanno. Non accenna a placarsi, dunque, la polemica sui buoni spesa, consegnati prima di Natale, ma che i beneficiari non hanno potuto spendere nei supermercati, in quanto non ancora attivati, neanche per Capodanno.
A tornare sulla questione è ancora una volta il capogruppo di Cambiare insieme in consiglio comunale, Lelio De Santis, che ha già chiesto nei giorni scorsi le dimissioni dell’assessore alle Politiche sociali del Comune, Francesco Cristiano Bignotti.
«Oltre alla mancata attivazione dei buoni, ci sono numerosi altri problemi», spiega De Santis, «non mancano, per esempio, persone escluse dalla graduatoria, come Florentina Puiu, lavoratrice residente in città da 12 anni. La sua residenza non risulta agli uffici del Comune per un disguido. Anche altre richieste sono state escluse per vizi formali non addebitabili ai richiedenti».
Insomma, a poco sono valse le rassicurazioni dello stesso Bignotti che, lo scorso 28 dicembre, garantiva che i buoni spesa Covid-19 sarebbero stati immediatamente utilizzabili da parte degli aventi diritto. L’assessore aveva anche tenuto a precisare che l’impossibilità del loro uso nei giorni successivi alla consegna (alla vigilia di Natale) era stata dovuta a un disguido, risolto, di cui si scusava. Ma tra Natale e Capodanno niente sembra essere cambiato per le 1.300 famiglie in attesa di poter spendere i buoni. «Molto grave e umiliante quello che mi è capitato», racconta Anna, «riempito il carrello della spesa, con i miei figli al seguito, sono stata costretta a lasciare i prodotti sul bancone perché i buoni sarebbero stati fruibili solo a partire dal 2 gennaio (oggi). C’erano anche i torroni e i miei bambini ci tenevano tanto». E Stefano aggiunge: «Mai provata tanta vergogna, quella che non hanno alcuni amministratori. È assurdo ciò che è accaduto».
«Ho sentito la rabbia di diverse persone all’uscita dei supermercati», riprende De Santis, «una brutta pagina per la politica cittadina che, presa dalle beghe partitiche, ha dimenticato la sua missione più importate: curare gli interessi generali e il bene comune, ma soprattutto di aiutare le famiglie meno abbienti e la fascia sociale più povera, che in città è cresciuta in modo preoccupante. Purtroppo, la vita politica cittadina è stata caratterizzata da un’interminabile crisi della giunta del Comune, a seguito dello scontro fra il sindaco, Pierluigi Biondi, e la Lega, che si trascina esattamente da un anno. Le ripercussioni sono sotto gli occhi di tutti e le conseguenze sul piano sociale sono avvertite in particolare dai ceti sociali più deboli e disagiati. Ne è una prova concreta la vicenda poco edificante dei buoni spesa».
Sulla questione è intervenuto nei giorni scorsi anche Paolo Romano, capogruppo di Italia Viva, puntando l’indice contro Bignotti.
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