Il Pd a Di Masci: «Ennesima giravolta»

Il circolo attacca l’alleato della Casini pronto a far cadere la giunta. E l’opposizione prepara una mozione di fiducia
SULMONA. Non ha alcuna intenzione di restare a guardare e aspettare gli eventi. Elisabetta Bianchi, esce allo scoperto e rompendo ogni schema e tatticismo annuncia la richiesta di consiglio comunale urgente entro quindici giorni per presentare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Annamaria Casini: «Non è possibile che i consiglieri di minoranza facciano finta che non stia succedendo nulla. Se fossero stati tutti presenti nella seduta di giovedì, il sindaco sarebbe già andato a casa perché eravamo sette contro sette. Fabio Pingue e gli altri di Casa Italia non possono fare i soliti tatticismi sulle spalle dei cittadini. Per questo già da lunedì presenterò richiesta di un consiglio comunale urgente con all’ordine del giorno la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Solo in questo modo capiremo chi è che sta barando».
Per il consigliere Bianchi sono sospette le assenze nell’ultimo consiglio comunale dei due del Pd, compagni di Bruno Di Masci, ma soprattutto quelle di Roberta Salvati e del presidente del consiglio Katia Di Marzio, di solito sempre ligia al suo mandato istituzionale. Intanto, mentre il resto dell’opposizione (Fratelli d’Italia e Italia Viva) resta in silenzio, è il circolo del partito democratico che interviene mettendo in dubbio la reale volontà di Di Masci e soci di voler staccare la spina al sindaco.
«Con il fare disinvolto che tutti conosciamo, il principale sostenitore dell’amministrazione Casini compie l’ennesima giravolta decidendo di far venir meno il sostegno, forse», affermano dal circolo Pd, «dopo esser stato l’antagonista dell’attuale sindaca in campagna elettorale e svolto il ruolo di oppositore per circa due anni, si fa per dire, questo consigliere decideva di uscire allo scoperto dando vita alla cosiddetta giunta di salute pubblica. A meno di un anno però preannuncia una crisi senza motivazione alcuna. Ci sarebbe, per la verità, da ammettere il fallimento di un esperimento che era nella natura delle cose, vista la sua gestazione. Ma non è certo questo il motivo alla base delle dichiarazioni del nostro; anzi, a suo dire, tutto procedeva per il meglio soprattutto da quanto aveva assunto il tutoraggio dell’assessore Tirimacco. Certo è che le motivazioni non sono politiche, poiché se lo fossero andrebbero in tal senso illustrate. Si sta alzando il prezzo?», si chiedono dal circolo, «fortunatamente la condotta di colui che cambia, o finge di cambiare, non ha più nulla a che vedere con il Pd di cui non fa più parte, né, ci auguriamo, con tutte le forze politiche, che diversamente da questa amministrazione e da chi finora l’ha sostenuta, hanno a cuore la futura ripresa economica, sociale e culturale della città di Sulmona».
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