Il Pd accusa: «Malagestione in ospedale»

Critiche anche a Di Pangrazio: «Deboli parole nei confronti della Regione, nessuna richiesta accolta»
AVEZZANO. Ospedale di Avezzano «declassato» di fatto «dall’emergenza Covid e dalla carenza di personale». Il Pd ascrive le pesanti criticità del Santi Filippo e Nicola, emerse nell’incontro “Emergenza Abruzzo”, in primis alla «malagestione della seconda ondata pandemica della sanità abruzzese». Nel faccia a faccia a distanza promosso dal segretario regionale del Pd, Michele Fina, Dino Orlandi (neurologo all’ospedale di Avezzano) ha evidenziato le forti difficoltà dell’ospedale. «Da struttura che nei piani della Regione doveva essere Covid free», ha spiegato, «si trova a gestire oltre 70 pazienti Covid, in una situazione di penuria di personale, visto che una parte è stata trasferita all’ospedale dell’Aquila. Il risultato è un declassamento di fatto, a cui non sarà semplice porre rimedio». Il giro di ascolti degli operatori sul campo sarà la base «degli stati generali della salute del Pd per costruire un programma alternativo, tutto da scrivere, rispetto alla malasanità subita in questi mesi. Sarà un pilastro del piano del Pd Generazione Abruzzo», ha sottolineato Fina, «una piattaforma di incontri e confronto, che si svilupperà nei prossimi mesi, per mettere a punto un progetto per cambiare la Regione». Per il segretario provinciale Dem, Francesco Piacente, che ha esortato i sindaci a farsi sentire, «il disastro che osserviamo oggi è il risultato del mancato ascolto e della superficialità dei mesi scorsi. Alcuni sindaci hanno indebolito la forza della Marsica: ho ascoltato con grande amarezza le parole del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, deboli nei confronti della Regione, che non ha portato a compimento nessuna delle richieste messe sul tavolo». Maria Olimpia Morgante, sindaco di Scurcola Marsicana, ha auspicato il ricompattamento del parlamentino dei sindaci, per una «battaglia fondamentale per il territorio», mentre Fabrizio Altorio (primario alla clinica privata Di Lorenzo) «una ricostruzione del sistema sanitario regionale. Poi», ha affermato Altorio, «bisogna pretendere che si individuino le responsabilità e che qualcuno paghi per quello che è successo». (m.s.)

