Il Pd aquilano allontana l’ipotesi scissione: «Abbiamo troppi guai»

15 Febbraio 2017

Lolli: «Non ho tempo per Renzi, si rischia lo spopolamento» Pezzopane: «Risolviamo i problemi». Pietrucci: «Al lavoro»

L’AQUILA. «Prima di tutto la mia gente. Siamo dal 2009 in un tritacarne e dobbiamo uscirne». La senatrice Stefania Pezzopane ha votato il documento della maggioranza Pd per fare il congresso. Ma ribadisce di avere altre priorità.

Il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli li definisce «rumori di fondo» e si dedica «giorno e notte» ai problemi della sua terra.

Il sindaco Massimo Cialente parla di «personalismi di alcuni leader politici» e pensa alla sua città, «che qualcuno sta uccidendo».

Per il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci «la partita dell’Aquila e delle zone interne deve andare oltre gli steccati di appartenenza, visto il momento storico delicatissimo».

Anche il presidente della Gran Sasso Acqua Americo Di Benedetto, pur «rammaricato per come si sta indebolendo un partito che avrebbe grandi potenzialità», sottolinea che «il governo cittadino deve svincolarsi dalle diatribe interne nazionali». Il segretario Stefano Albano non condivide la scissione. «Bene il confronto, a condizione che sia un congresso in cui si possa discutere. Servirebbe in questa fase molto senso di responsabilità sia da parte della maggioranza di Renzi sia da parte degli altri».

I rappresentanti locali del Pd tendono l’orecchio a Roma, ma intanto si rimboccano le maniche: troppe le emergenze da affrontare, in un territorio in sofferenza, mentre il loro partito si confronta e si scontra, con l’ipotesi scissione che resta in piedi.

«Prima di tutto», afferma categorica la senatrice Pezzopane, «la soluzione dei problemi. Mi sto battendo per migliorare il decreto terremoto. In direzione nazionale ho votato il documento della maggioranza per fare il congresso. Voglio un Pd vicino alla mia gente».

Non ha tempo per «pensare a Renzi o al candidato sindaco» il vicepresidente Lolli. «Quello che sta passando la nostra popolazione», afferma, «è di una tale intensità e gravità che non c’è alcun argomento di natura politica che possa distogliere la mia attenzione da ciò di cui mi sto occupando. Qui si rischia lo spopolamento».

Il sindaco Cialente segue le vicende nazionali, «ma in realtà vedo scissioni legate a motivi personali. E in questo momento io mi ritrovo con Cuperlo, con l’idea di un Ulivo più avanzato, che poi è quello con cui ho governato per dieci anni, e credo bene, vista la situazione unica e difficilissima». Per Pietrucci, «le vicende del Pd non possono condizionare l’immenso lavoro che ci aspetta per salvare il nostro territorio. E non ho nessuna intenzione di sottrarre tempo alla mia gente. Motivo per cui mi sono tirato fuori, in quel periodo, dalla campagna per il referendum». Nel confronto tra le diverse anime c’è ancora tanta confusione, secondo Di Benedetto. «Vedremo, quando la nebbia si sarà diradata, se ci sono le condizioni per lavorare a un progetto politico nobile. Ma intanto la priorità è la difesa della città, per il cui futuro va fatto un progetto amministrativo, più che politico».

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