Il Pd: Asl e Comune fermi mentre l’emergenza corre

1 Novembre 2020

Rilanciata la richiesta di commissariare l’azienda sanitaria: è un atto necessario Pezzopane accusa Biondi: presente solo alla manifestazione dei commercianti 

L’AQUILA. Reagenti per i tamponi esauriti, risultati di test che non si trovano più, personale insufficiente al contact center, risorse inutilizzate o non assegnate. È il drammatico quadro della situazione sanitaria aquilana tracciato dal Pd in piena pandemia. Davanti agli uffici della direzione generale dell’Asl la deputata Stefania Pezzopane, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e i consiglieri comunali Stefano Palumbo e Stefano Albano lanciano accuse pesanti all’indirizzo del manager Roberto Testa e del sindaco Pierluigi Biondi. «Questi uffici oggi sono chiusi», scandiscono indicando la struttura alle loro spalle, «non c’è nessuno, nonostante la grave emergenza che colpisce la città».
La sede vuota è per loro il simbolo dell’inadeguatezza di dirigenti che non hanno saputo prevenire gli effetti devastanti della seconda ondata di contagi da Coronavirus. «Restano asserragliati in questo fortino dal lunedì al venerdì», ironizza Pietrucci, «perché fanno la settimana corta». È l’immagine che il consigliere regionale affibbia a responsabili della sanità pubblica locale, chiusi nelle loro stanze e sordi alla grida sempre più disperate della popolazione come alle proposte di un’opposizione «che non punta il dito alla ricerca di un risultato politico, ma propone soluzioni a cui non viene data risposta».
L’inerzia è totale secondo Pezzopane. «L’unica cosa che si muove è la curva dei contagi», sottolinea la parlamentare mostrando il grafico dei positivi, «l’8 ottobre non c’erano casi riscontrati, in venti giorni siamo a 800 e tra poco arriveremo a quota mille». Manca il tracciamento, secondo lei, che consentirebbe il contenimento della diffusione del Covid-19. «Ci sono solo cinque operatori per questo servizio, quando in altre realtà sono cento o anche duecento», insiste Pezzopane, «siamo la città dei call center, ma nessuno ha pensato di stilare una convenzione con una delle società che tra l’altro hanno i lavoratori in cassa integrazione».
Le risorse ci sono, eppure non vengono utilizzate. «Il manager vuole risanare il bilancio dell’Asl evitando di spendere i fondi Covid stanziati?», domanda Pietrucci, «se non sono arrivati dall’assessore regionale alla Sanità, ce la vediamo in consiglio». Sta di fatto che i tamponi, per mancanza di reagenti, vengono processati a Teramo o Pescara allungando i tempi di attesa da parte dei pazienti. «Alcuni studenti non possono tornare a scuola», accusa ancora il consigliere regionale, «perché i risultati dei loro test sono andati persi». Non va meglio con i vaccini antinfluenzali. «Sono esauriti», fa notare Albano, «e forse ne arriverà una nuova fornitura il 15 novembre».
Il Pd presenterà un ordine del giorno sull’emergenza sanitaria nel consiglio straordinario convocato su questo argomento per mercoledì. «È mancata la programmazione dopo la prima ondata», osserva il rappresentante Dem, «le Usca, unità impegnate sul territorio, dispongono di undici medici per tutto il comprensorio e l’ospedale si sta saturando». Per Stefano Palumbo, capogruppo Pd in Comune, «a generare il panico è l’assenza delle istituzioni» non le denunce dell’opposizione. «Abbiamo proposto il potenziamento del laboratorio analisi e una convenzione con l’università creando anche un coordinamento con Dante Labs per i tamponi», spiega, «ma nulla è stato fatto». L’unica soluzione per il Pd è il commissariamento dell’Asl. «Si tratta di un passo necessario per superare l’inerzia», conclude Pezzopane che tira in ballo anche Biondi: «Di fronte alla situazione drammatica dei suoi concittadini ha come unico obiettivo la partecipazione alla manifestazione degli esercenti che pure hanno tutta la nostra solidarietà, si metta in testa che deve fare il sindaco».
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