Il Pd: chiarezza sulla situazione amministrativa del Comune

16 Luglio 2021

CELANO. «È necessario fare chiarezza sulla situazione politico-amministrativa della città». La richiesta parte o dal circolo del Partito democratico di Celano all’indomani degli ultimi provvedimenti...

CELANO. «È necessario fare chiarezza sulla situazione politico-amministrativa della città». La richiesta parte o dal circolo del Partito democratico di Celano all’indomani degli ultimi provvedimenti relativi all’inchiesta “Acqua fresca” che ha coinvolto amministratori e tecnici comunali. «La Corte di cassazione, come tutti ci aspettavamo, senza sorprese ha ritenuto di far cessare le misure cautelari che ovviamente, per definizione, non potevano durare in eterno», fanno sapere i Democratici guidati dal commissario Calvino Cotturone, «ora il procedimento andrà avanti e il sindaco, secondo noi sbagliando, ha ritenuto di portare avanti il suo mandato». A detta del rappresentante del Pd, il primo cittadino Settimio Santilli avrebbe dovuto fare un’altra scelta.
«In un paese normale si sarebbe dimesso senza coinvolgere la città nei suoi problemi giudiziari», osserva, «le misure cautelari vengono comminate dalla autorità giudiziaria e non dai consiglieri comunali o dai cittadini, a seguito di indagini lunghe e complesse durate anni. Bisogna smetterla con il vittimismo e con le accuse a persone e giornalisti che fanno semplicemente il proprio lavoro. All’aspetto legale ci penseranno i giudici. Politicamente ed eticamente però sono state reiterate e acclarate, senza ombra di dubbio, delle azioni discutibili che vanno contro quello che dovrebbe essere una gestione democratica corretta e trasparente del nostro comune». Secondo il commissario del circolo dei Democratici «oggi tutti sono a conoscenza del metodo adottato in questi anni a Celano. Una gestione che ha poco a che vedere con trasparenza, legalità e meritocrazia. Come consiglieri comunali e forze politiche, non di faremo intimidire e continueremo a fare onestamente il nostro lavoro di controllo e denuncia se il sindaco continuerà a gestire la cosa pubblica con questo sistema». (e.b.)
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