Il Pd contro i vigili tolleranti

Pratola, dure critiche agli agenti della municipale che agevolerebbero «i soliti signorotti locali»
PRATOLA PELIGNA. Chiedono il rispetto delle regole e scrivono una lettera aperta ai vigili del comando di Pratola Peligna. A firmarla gli esponenti del circolo del Pd locale. Con loro anche il sindaco ed esponente dello stesso partito, Antonio De Crescentiis, che già in passato aveva avviato un serrato confronto con il comando della municipale saldamente in mano al capitano Rossella Marasco.
A gettare benzina sul fuoco la presenza di alcuni coni posizionati in via Carso. Attrezzatura, molto probabilmente, messa da un residente intenzionato a ricavarsi un parcheggio personale e a superare i problemi legati al traffico. «Vuoi vedere che si tratta del solito signorotto locale?»: si chiedono e chiedono nella lettera aperta gli eponenti del Pd. «Sono numerose le segnalazioni sulla presenza dei coni», dice il segretario del circolo politico locale Piergiuseppe Liberatore, «vogliamo sapere se c’è un permesso e quando scade, visto che quei coni sono lì da mesi».
Una richiesta che fa il paio anche con altri interrogativi sollecitati dal Pd e destinati ad aprire nuovi fronti di scontro con la municipale.
«Dov’è la repressione del parcheggio selvaggio e della sosta vietata in vari quartieri, come Madonna della neve, al fine di renderli più vivibili?», prosegue Liberatore, «c’è un controllo effettivo dei parcheggi a pagamento? Che ne è stato del controllo e della regolamentazione dei passi carrabili? Perché chi è senza protezione viene tartassato in favore dei signorotti locali? Domande a cui si aggiunge la ciliegina finale: che fine ha fatto la richiesta del consiglio comunale abbinata alle oltre 1.300 firme della petizione, per il ripristino dell’avviso di cortesia sul parabrezza delle auto multate? Noi, come tantissimi residenti», conclude Liberatore, «gradiremmo avere risposte e magari segnali concreti per la nostra comunità e per l’interesse generale, senza trincerarsi dietro alla burocrazia».
Federico Cifani
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