Il Pd: «Del Corvo vada a casa» Ncd: «Sciacallaggio politico»

5 Dicembre 2014

L’AQUILA. Il rinvio a giudizio del presidente della Provincia Antonio Del Corvo per la truffa sui fondi per le scuole nella Marsica scatena reazioni a scoppio ritardato. Tre giorni dopo il...

L’AQUILA. Il rinvio a giudizio del presidente della Provincia Antonio Del Corvo per la truffa sui fondi per le scuole nella Marsica scatena reazioni a scoppio ritardato.

Tre giorni dopo il pronunciamento del tribunale, il Pd, tramite il segretario provinciale Mario Mazzetti, chiede «le dimissioni del presidente e della maggioranza». «Il coinvolgimento nella vicenda giudiziaria delle presunte irregolarità negli appalti per la ristrutturazione di alcune scuole marsicane, impone una forte presa di posizione», dichiara Mazzetti. «Senza voler dare alcun giudizio sul merito delle contestazioni penali, pur sperando che il presidente sappia dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati, non si può sottacere sulla necessità di tutelare il ruolo istituzionale e le funzioni che la provincia ancora oggi svolge. Per questo, chiedo al presidente Antonio Del Corvo, se non ritenga opportuno rassegnare le proprie dimissioni. La nostra posizione non mira a cercare di provocare un ribaltone politico essendo questa legislatura alla fine del suo mandato, ma è spinta dalla necessità di dare certezza ai cittadini che le istituzioni vengono governate senza ombre. Siamo certi che la magistratura saprà far luce sulla vicenda con assoluta professionalità e serietà ma abbiamo l’onere di difendere l’istituzione provinciale, la sua credibilità e la sua autorevolezza».

A difesa di Del Corvo si erge Pasqualino Di Cristofano (capogruppo Nuovo centrodestra). «I consiglieri del Pd», scrive, «hanno dimostrato più rispetto istituzionale a dispetto del loro segretario provinciale di partito Mazzetti, che con la richiesta di dimissioni fatta nei confronti del presidente Del Corvo non fa altro che certificare un atto di puro sciacallaggio politico». Di Cristofano evidenzia «la non coerenza di Mazzetti che, nel caso di rinvii a giudizio di sindaci e altri amministratori Pd nella provincia dell’Aquila, coinvolti in altri casi giudiziari, non si era mai espresso, invece ora chiede le dimissioni. Noi comunque continueremo a essere garantisti, ma in futuro saremo lesti a ricordare a Mazzetti di intervenire qualora qualche esponente Pd venisse rinviato a giudizio, ci auguriamo di no, altrimenti dovrà essere proprio lui a dimettersi. Abbiamo più volte assistito a richieste di dimissioni per condanne in primo grado da parte della sinistra senza mai attendere l’ultimo grado del giudizio, che in molti casi ha ribaltato quello di primo grado. Adesso Mazzetti si supera, chiedendo le dimissioni non per una condanna, ma per un rinvio a giudizio su un processo che deve iniziare e che, restando fiduciosi nel lavoro della magistratura, ne accerterà la veridicità dei fatti».