Il Pd: fondi europei a sostegno di LFoundry

Appello di Paolucci alla Regione Abruzzo, in ballo c’è il piano di finanziamento per l’alta tecnologia
AVEZZANO. Una fetta dei 50 miliardi di euro che Bruxelles ha destinato al potenziamento delle realtà produttive di alta tecnologia vengano destinati a LFoundry. A lanciare l’appello alla Regione Abruzzo, affinché si attivi per far rientrare nel decreto governativo l’azienda del nucleo industriale di Avezzano, è il consigliere regionale Silvio Paolucci, che a gennaio ha avuto modo di confrontarsi con le rsu di stabilimento raccogliendo la preoccupazione dei 1.300 dipendenti dell'azienda (dopo il blackout del dicembre scorso). «La Regione si attivi per far rientrare LFoundry nel decreto governativo in preparazione sul potenziamento delle realtà produttive di microchip presenti sul territorio nazionale», ha commentato Paolucci, «si tratta di una strategia europea, resa possibile dal piano di finanziamento da quasi 50 miliardi di euro che l’Europa presenterà in settimana, per spingere la produzione di semiconduttori in Europa dal 10% al 20% entro il 2030 e affrontare la concorrenza di altri colossi mondiali del settore. È un’opportunità che l’Abruzzo e LFoundry non possono perdere e su cui bisogna attivarsi al più presto».
Secondo il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale «lo stabilimento marsicano deve necessariamente essere inserito nel decreto, sia per l’alta tecnologia di cui è portatore, sia perché così potrebbe uscire rafforzato dopo i blackout di dicembre e le difficoltà registrate nelle scorse settimane e siamo certi che questo servirebbe anche a mantenere e, possibilmente, sviluppare occupazione stabile, oltre a consolidare il valore tecnologico di questa realtà. Il Governo deve dialogare con la proprietà dello stabilimento per inserirlo nel progetto di potenziamento in itinere, la Regione Abruzzo deve agevolare tale risultato, mettendo a disposizione tutte le risorse normative e finanziarie per favorirlo e deve farlo ora, perché i tempi delle decisioni essenziali è questo e quelli di utilizzo delle risorse piano nazionale di ripresa e resilienza sono molto stretti». (e.b.)
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