Il Pd: «Riapre il concorsificio al Cogesa»

19 Marzo 2021

Fibrillazioni pre-voto: no ad assunzioni e reclutamento di un nuovo manager nell’azienda dei rifiuti 

SULMONA. «Riapre il concorsificio a orologeria di Cogesa». La denuncia arriva dal Pd di Sulmona che, alla luce dell’imminente bando per l’assunzione di personale nella società di igiene urbana, ha espresso forti perplessità chiedendo un chiarimento al nuovo consiglio d’amministrazione. «Puntuali come solo sanno essere al Cogesa, rispunta in vista delle prossime elezioni amministrative il concorsificio a orologeria», affermano il segretario Franco Casciani e la presidente Pd, Teresa Nannarone, «è di questi giorni l’annuncio di un imminente concorso per l’assunzione di un cospicuo numero di personale nella partecipata che si occupa dei rifiuti sul territorio, con la previsione, tra l’altro, del reclutamento di un direttore generale al costo di circa 120mila euro l’anno. Parliamo della stessa società che solo qualche mese fa è stata al centro di una accesa polemica che ha visto la precedente gestione chiudere il bilancio annuale con una perdita di circa 1 milione e mezzo. Gestione che, ricordiamolo, a sua volta prometteva un giorno si e l’altro pure, soprattutto in concomitanza di eventi elettorali, ampliamenti dell’organico con graduatorie successivamente sospese ed oggetto di osservazioni non proprio benevoli da parte di una opinione pubblica sconcertata».
Secondo i due esponenti Pd, il nuovo consiglio d’amministrazione, presieduto da Nicola Guerra e composto da Valentina Di Benedetto e Sandro Ciacchi, e i sindaci membri dell’assemblea, dovrebbero chiarire la situazione per evitare possibili fraintendimenti. «Questa programmazione di nuove future assunzioni a pochi mesi dal rinnovo dell’amministrazione Casini, diretta emanazione di quel movimento civico che fa capo all’ex assessore regionale, Andrea Gerosolimo, non può lasciarci indifferenti», concludono, «al cospetto di una comunità che di tutto avrebbe bisogno, tranne che delle solite manovre clientelari per raccogliere facili consensi, a costo di ignorare equilibri di bilancio fondamentali per una corretta gestione societaria, è doveroso sollevare dubbi. Una società fortemente indebitata, come attualmente è il Cogesa, non dovrebbe improntare la sua gestione a una politica di grande prudenza, tagliando spese superflue e ottimizzando l’impiego del personale in organico? Ci aspettiamo dal nuovo consiglio di amministrazione un chiarimento sul punto». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.