Il Pd ritrova casa in centro storico

Il fondatore Veltroni ospite d’onore al taglio del nastro in via Paganica, prove di ripartenza per amministratori e militanti
L’AQUILA. Antonio Centi, classe 1944, sindaco dal 1994 al 1998, ricorda ancora quando, negli anni Sessanta del secolo scorso, il Pci avviò una raccolta fondi per comprare la sede in piazza Palazzo a fianco a Palazzo Margherita sede del Comune. «Chi non poteva darci i soldi, in particolare i contadini, ci dava grano, salsicce e salami. Alla fine furono raccolti i 4 milioni necessari per l’acquisto, fu una mobilitazione di popolo», ricorda l’ex primo cittadino. Antonio Centi ieri pomeriggio era in via Paganica (dove c’è l’ingresso) all’inaugurazione della sede ristrutturata nella quale è tornata la sede aquilana del Partito Democratico e quella dei Giovani democratici. Con lui tanti “vecchi” dirigenti ed esponenti politici che hanno fatto la storia del Pci e dei partiti che ne sono stati in qualche modo eredi fino al Pd di oggi.
IL FONDATORE. La presenza di Walter Veltroni, fondatore nel 2007 del Pd, è stata la ciliegina sulla torta di un evento che è servito alla sinistra aquilana, o almeno alla parte che si riconosce nel Pd, per ritrovare quello spirito combattivo che sembrava essersi inabissato dopo le recenti sconfitte elettorali sia a livello locale che nazionale.
CHI C’ERA. Tanti i volti noti tra le persone (circa un centinaio) che hanno assistito all’inagurazione: dall’onorevole Stefania Pezzopane, all’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, all’assessore regionale Silvio Paolucci, al segretario regionale del Pd Renzo Di Sabatino, agli ex segretari Fulvio Angelini (l’ultimo targato Pci) e Pietro Di Stefano, all’ex sindaco Massimo Cialente, agli ex parlamentari Franco Cicerone e Francesco Aloisio, ai consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Lorenzo Berardinetti, e poi consiglieri comunali e provinciali, segretari dei principali circoli cittadini, sindaci (c’erano, tra gli altri, Giacomo Carnicelli di Tornimparte, Marco Giusti di Scoppito, Iside Di Martino di Cagnano, Francesco Di Paolo di Barisciano), ex sindaci (Mario Basile di Castel del Monte e Luciano Giannone di Lucoli), sindacalisti (tra cui Umberto Trasatti della Cgil), l’attuale segretario comunale Stefano Albano che ha fatto gli onori di casa, esponenti dei Giovani democratici (Mario Schettino e Alessandro Conti col segretario nazionale Mattia Zunino) e poi tanti simpatizzanti tra i quali il “mitico” professore Vittorio Agnelli. Grande commozione quando sono stati ricordati alcuni dirigenti storici scomparsi: Alvaro Iovannitti (c’erano i due figli Mimmo e Dino), Federico Brini, Italo Grossi, Rocco Buttari, Alfonsina Casamobile (sindacalista) e tanti altri che hanno segnato la storia politica del Dopoguerra aquilano. Poteva sembrare una sorta di rimpatriata un po’ nostalgica, ma Stefano Albano ha voluto sgomberare subito il campo: «Questa non è un’operazione nostalgia, il nostalgico resta attaccato al passato, per noi invece è importante la memoria che ci dà lo slancio per guardare al futuro». Di Stefano e Angelini hanno ricordato gli anni in cui la sede del Pci prima e poi di Pds, Ds e Pd era fucìna di dibattito e luogo di incontro per la città. Angelini ha mostrato vecchie carte di una delle sezioni storiche del Pci, quella del Torrione, in mezzo alle quali nel 2009 sono state ritrovate 476.000 lire dentro una busta che Angelini ha conservato come una reliquia (oggi quei soldi non sono più convertibili in euro). La voglia di ripartire e tornare protagonisti della vita politica cittadina è emersa chiaramente. Ma tutti sono sembrati consapevoli che la strada è ardua e lunga.
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