Il Pd: scuola vigili del fuoco all’ex Sercom

Per Di Stefano e Crosta il complesso, da abbinare al progetto Case di Pagliare, è la sede più idonea
L’AQUILA. «Vista la tipologia edilizia che la struttura della scuola nazionale dei vigili del fuoco deve avere e l’occasione imperdibile che essa rappresenta per l’economia e la qualità della vita di questi territori, auspichiamo che il Comune proceda all’individuazione del progetto Case di Pagliare di Sassa come sede della scuola stessa, avendo una migliore qualità degli alloggi e continuità diretta con l’abitato di Genzano-Pagliare-Sassa». È quanto sostengono Quirino Crosta, segretario del circolo Pd di Sassa e Pietro Di Stefano, presidente provinciale dei Democratici ed ex assessore comunale. Ma secondo i due esponenti del Pd, al progetto Case si deve, però, aggiungere «l’ex Sercom, oggi abbandonata, e di fatto già la struttura strategica migliore per ospitare la scuola: tanti metri cubi realizzati e di proprietà del Comune, rappresentano un’opportunità per insediarvi uffici direzionali, aule studio e palestre. Inoltre, il complesso – rimasto incompiuto – è già dotato di ampio parcheggio e di spazi per mezzi ed attrezzature speciali. In questo quadro il complesso Case di Pagliare che vi confina, sarà un ottimo campus residenziale per gli allievi. Con l’approvazione del governo, lo stanziamento nella legge di bilancio e ora con il sopralluogo del sindaco e dei vertici dei vigili del fuoco in alcune strutture dell’area ovest, si aprono prospettive fondamentali che cambieranno il corso dello sviluppo di questa zona della città. Considerando il rilievo strategico che le infrastrutture presenti nella zona hanno, è inderogabile un confronto del sindaco con le comunità locali. In particolare per le preziose proposte e contributi che da un confronto del genere possono scaturire. L’ex Sercom deve essere reimpiegata; la passata amministrazione provó ad insediarvi un’attività produttiva ma la cosa non andò a buon fine. Oggi sta diventando una discarica di rifiuti speciali perché vi sono accatastati i materiali che provengono dalla rimozione dei puntellamenti delle abitazioni in ricostruzione. La situazione sta diventando insostenibile sia in termini ambientali che di sostenibilità urbana proprio a partire dal confinante progetto Case. Tuttavia», concludono, «riteniamo indispensabile inquadrare la scuola nazionale all’interno di un progetto urbanistico più vasto, condiviso e organico, in grado di coordinare in maniera efficace altre parti fondamentali di questo territorio».
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