Il Pd si affida a Di Giovambattista e Benedetti

1 Marzo 2020

Apertura e unità le parole d’ordine lanciate dalla neo segretaria al congresso comunale del partito

L’AQUILA. Il Pd aquilano riparte da Emanuela Di Giovambattista e Carlo Benedetti. Il partito, riunitosi ieri a congresso nella sede dell’Ance, ha eletto l’ex assessore alle Politiche sociali della giunta Cialente nuovo segretario comunale e Benedetti nuovo presidente. È stato il segretario uscente Stefano Albano ad aprire l'assise di ieri, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il segretario regionale Michele Fina, la deputata Stefania Pezzopane e il segretario nazionale dei Giovani democratici Mattia Zunino. Assenti invece, per motivi personali, altri big come Pierpaolo Pietrucci e Giovanni Lolli. «Ripartiamo da due termini che a me stanno molto a cuore: apertura e unità», sono state le prime parole di Di Giovambattista. «In questi anni il Pd ha avuto problemi importanti: le sconfitte elettorali hanno portato il partito a chiudersi sempre di più e a essere molto litigioso. Io penso che ci sia bisogno di una presa di coscienza collettiva per ritrovare unità e senso di comunità. Il Pd deve tornare ad essere una forza autorevole in città e questo può farlo anzitutto essendo più presente sul territorio. Lavoreremo a una riorganizzazione con l’apertura di almeno 4 nuovi circoli e un aumento delle iniziative del partito, che non devono essere ad esclusivo appannaggio del segretario. Quest’ultimo, da solo, non va da nessuna parte». Per quanto riguarda il presente, Di Giovambattista promette «un’opposizione convinta a Biondi, non solo sul piano politico ma anche culturale. Al sindaco lanceremo subito una proposta, quella di riattivare i Consigli territoriali di partecipazione». Quanto, invece, ai rapporti futuri con le altre forze di centrosinistra e alle alleanze da costruire in vista della tornata elettorale, Di Giovambattista afferma: «Non sono mai stata convinta del partito autosufficiente. Dobbiamo costruire un progetto ampio, riprendendo il dialogo che si è interrotto con alcune forze politiche. E dobbiamo farlo accantonando scorie e vicissitudini passate. Con Italia Viva non ci sono problemi, ricuciremo anche con il Passo Possibile. Del resto abbiamo gli stessi valori».
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