Il Pd si prende meriti, Verdecchia s’infuria

Fina: «Decisivo il nostro ruolo di cucitura». Il dissidente eletto: «Vittoria del civismo, voi voti dimezzati»
AVEZZANO. I conti non quadrano. Il post ballottaggio, dove i segretari regionale e provinciale del Pd “cantano vittoria” per la spallata alla destra accreditando meriti al partito, scatena una levata di scudi di Roberto Verdecchia, fuoriuscito dai Dem dopo la virata verso il candidato a sindaco, Mario Babbo, e approdato nella coalizione vincente di Gianni Di Pangrazio, appoggiata al ballottaggio anche da Babbo e Pd. «Le coalizioni civiche», sostiene il segretario regionale Michele Fina, «hanno saputo interpretare le esigenze dei cittadini, e in questo contesto è stato decisivo il ruolo di cucitura del Pd». Analisi sottoscritta dal provinciale Francesco Piacente che rivendica il contributo dei Dem al ballottaggio ad Avezzano per «la capacità di mantenere un presidio, nonostante il dissanguamento», sostiene, «grazie a cui la destra è stata respinta e al secondo turno si è contribuito alla vittoria». Per il Pd, quindi, parte del merito della vittoria di Di Pangrazio va iscritto al partito che, stando all’accordo con la coalizione di Babbo, è in predicato per l’ingresso in maggioranza con Lorenza Panei. Operazione indigesta, soprattutto per i fuoriusciti, con in testa Verdecchia. Per l’ex assessore all’Ambiente, rieletto in consiglio per la quarta volta di fila, la lettura è molto differente. «Ad Avezzano», afferma, «chi ha vinto è il civismo e non i partiti e, sopratutto, giammai con l’apporto del Pd. I numeri sono chiari e impietosi: nell’anno 2017 i voti al Pd erano 1.970, ora 1.100: più chiaro di questo si muore. Ora l’umiltà sarebbe d’obbligo: chi ha sbagliato e portato il partito in queste condizioni faccia il mea culpa e lasci il campo a chi ha trionfato in sede civica sconfiggendo la destra più becera».
E mentre ieri Tiziano Genovesi, candidato sconfitto al ballottaggio ha ripreso la sua attività di imprenditore edile (ha postato una foto sui social), c’è aria da resa dei conti anche in casa di Fratelli d’Italia. «Prendiamo atto del risultato», dichiara Massimo Verrecchia, «e facciamo gli auguri di buon lavoro al sindaco Di Pangrazio, alla nostra consigliera, Iride Cosimati, e al nostro candidato sindaco Tiziano Genovesi. Per Fratelli d’Italia, secondo partito in città con circa il 7%, ho avuto l’onere e l’onore, con Roberto Alfatti Appetiti, di comporre la lista e per spirito di appartenenza candidarmi, siamo riusciti a ottenere importanti risultati, ottenendo secondo (517), il terzo (487) e il quarto (478) dei più votati in assoluto. Per altri invece, che sono fuoriusciti dal partito per approdare in altri lidi più vicini alla sinistra, auguriamo migliori fortune politiche. Per Fratelli d’Italia ad Avezzano si apre un nuovo ciclo partendo da un comitato cittadino venuto fuori dai candidati della lista che non hanno avuto remore a metterci la faccia a differenza di chi ha tradito per propri tornaconti personali».
Sempre sul versante di Fdi, il coordinatore regionale, Etelwardo Sigismondi, stigmatizza il trionfalismo del «centrosinistra che vince solo quando il centrodestra commette errori come accaduto a Chieti e Avezzano dove si è evidenziata una divisione all’interno della nostra coalizione», sostiene, «Fd’I lavora per l’unità. È evidente che il voto rappresenta una sconfitta del centrodestra e non una vittoria del centrosinistra che ad Avezzano non riesce neanche ad arrivare al ballottaggi. Sono quindi del tutto fuori luogo i toni trionfalistici del centrosinistra. Ritengo assolutamente necessario aprire una attenta riflessione nel centrodestra in vista del prossimo turno di elezioni, in programma a maggio, in occasione del quale, questo è certo, non saranno ammesse disattenzioni e doni al centrosinistra». (m.s.)
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