Il Pd si riorganizza e pensa al dopo Biondi

17 Luglio 2020

Appello alle forze di sinistra: «Lavoriamo a un progetto politico unico con obiettivi da raggiungere»

L’AQUILA. Mentre la crisi di maggioranza esplode in tutta la sua gravità con il ritiro delle deleghe, da parte del sindaco, agli assessori della Lega, il Partito Democratico inizia a pensare al possibile dopo Biondi e rivolge un invito a «tutte le forze, partitiche e della società civile, che non si riconoscono nel centrodestra» a mettere da parte «distinguo, appartenenze e tatticismi» per iniziare a lavorare a un «nuovo progetto politico, fondato su una visione chiara e condivisa degli obiettivi da raggiungere».
SCELTA DI CAMPO. Promotori dell’appello sono il segretario comunale del partito, Emanuela Di Giovambattista, e i consiglieri comunali Stefano Palumbo (capogruppo) e Stefano Albano, i quali hanno parlato in una conferenza stampa che ha preceduto di qualche ora la decisione di Biondi di rompere definitamente con il Carroccio. «Quest’amministrazione», ha affermato Di Giovambattista, «ha disatteso tutti gli impegni presi con i cittadini tre anni fa. Non lo diciamo noi, è la stessa maggioranza ad aver certificato questo fallimento. Ora servono responsabilità e chiarezza non solo da parte di chi amministra, ma anche da parte dell’opposizione. Chiunque si riconosca alternativo a questo centrodestra deve mettere da parte i distinguo, spesso e volentieri basati su questioni personali, e unirsi intorno a obiettivi concreti e a una visione in grado di ridare a questa città, sempre più rannicchiata in se stessa e sempre più in crisi, una svolta». Pensiero condiviso anche dal capogruppo del Pd Stefano Palumbo: «Bisogna rilanciare un cantiere politico che sappia riaccendere le speranze che la città ha perso. Come centrosinistra, dobbiamo sentire la responsabilità di lavorare a un nuovo progetto. Mi domando se c’è ancora la capacità di mettere da parte le posizioni personali per guardare a un orizzonte condiviso, rinunciando ai tatticismi. Una coalizione non è una mera sommatoria di gruppi e partiti. Guardando ai tre anni di governo del centrodestra sappiamo cosa non dobbiamo fare. Il percorso che dobbiamo costruire è completamente diverso». «Un anno fa, era maggio», ha ricordato Albano, «il consiglio comunale votò all’unanimità un documento sul rilancio del commercio che era frutto in gran parte di proposte partorite dalle forze di opposizione. In quel periodo era forte il malcontento dei commercianti, ma mettendo da parte le strumentalizzazioni e pensando prima di tutto al bene della città, offrimmo alla maggioranza la nostra collaborazione. La giunta aveva un’occasione d’oro, invece quel documento è rimasto del tutto inapplicato».
ALTRE REAZIONI. «La crisi politica, tutta interna alla maggioranza di centrodestra, che si trascina da mesi, trova conferma quotidiana in una visione amministrativa molto limitata e passiva, senza un’idea di città», attacca il consigliere comunale Lelio De Santis (Idv), «dal Teatro Tenda di Paganica al Ponte Belvedere alla sede unica comunale», dice De Santis, «sono tanti i progetti demoliti prima ancora di essere realizzati». «La ferita all’interno della compagine governativa è insanabile», affermano Enrico Perilli e Pierluigi Iannarelli di Sinistra Italiana. «Si metta fine a questa farsa e si torni al voto il prima possibile». Potere al Popolo parla di «tragicommedia che rischia di farci sprofondare più in basso».
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