Il perito: non c’era lei alla guida dell’auto

Prime risultanze dall’autopsia, alcuni segni escluderebbero l’ipotesi che si trovasse al volante
AVEZZANO. Secondo il consulente nominato dai legali della famiglia Muliere, non c’era la 20enne al volante dell’auto che all’alba del giorno di Pasqua si è schiantata in via Francesco Ippoliti a San Benedetto dei Marsi. Facile prevedere una battaglia di perizie su quanto accaduto. Il pubblico ministero, Chiara Lunetti, ha dato incarico al medico legale Antonio Tombolini di eseguire l’autopsia della giovane che ha evidenziato, per il momento, una morte da trauma violento. La ragazza avrebbe sul corpo segni che escluderebbero la sua posizione al volante al momento dell’impatto.
La Procura, che ha aperto un fascicolo sull’incidente, ha iscritto il fidanzato della vittima, M.C., 24 anni, nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale. Un atto dovuto per consentire tutti gli accertamenti. Se le risultanze finali evidenziassero una diversa dinamica, la posizione dell’indagato può aggravarsi. Le analisi hanno fatto emergere che il giovane era in una condizione psicofisica non adatta alla guida. Intanto sono stati acquisiti, dai carabinieri della Compagnia di Avezzano, i filmati della videosorveglianza comunale e delle aziende private per ricostruire gli attimi precedenti lo schianto. L’Alfa Romeo Mito sulla quale viaggiavano i due stava procedendo sulla strada alle porte di San Benedetto dei Marsi quando, per cause ancora da chiarire, è finita contro un muro. L’auto è stata posta sotto sequestro e probabilmente la Procura disporrà una perizia per capire se ci possano essere stati dei guasti meccanici. (e.b.)

