Il personale della Santa Croce torna al lavoro
CANISTRO. Il clima è quello dell’assoluta incertezza, ma dopo 15 giorni di sciopero e lo stipendio falcidiato, i dipendenti della Santa Croce tornano al lavoro. Anche ieri Camillo Colella, l’ingegner...
CANISTRO. Il clima è quello dell’assoluta incertezza, ma dopo 15 giorni di sciopero e lo stipendio falcidiato, i dipendenti della Santa Croce tornano al lavoro. Anche ieri Camillo Colella, l’ingegnere molisano titolare del marchio e dello stabilimento, non si è presentato all’incontro convocato nella sede della Provincia per discutere del ricorso all’ultimo ammortizzatore sociale a disposizione, la messa in mobilità dei lavoratori. Il passaggio è stato rinviato al 18 novembre, soltanto cinque giorni prima della scadenza della cassa integrazione. Se entro quella data non si troverà una soluzione il futuro dei lavoratori, e delle rispettive famiglie, sarà davvero a rischio. «Nella serata di mercoledì», ha riferito il segretario della Cgil dell’Aquila, Umberto Trasatti, «Colella ha recapitato una nota con la quale chiedeva il posticipo dell’incontro, sostenendo tra l’altro che dopo il sequestro amministrativo sulle bottiglie non si sarebbe presentato». E così è stato. Alla riunione, oltre alle parti sociali e ai rappresentanti della Provincia, erano presenti il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, e il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, ma di rappresentanti dell’azienda neanche l’ombra. Al ritorno dall’Aquila i rappresentanti sindacali hanno incontrato i lavoratori davanti allo stabilimento. Già in precedenza Colella aveva disertato l’incontro convocato dalla Regione lo scorso 3 novembre. «Vista l’assenza della proprietà alla riunione», hanno detto i rappresentanti di Fai-Cisl, Flai-Cgil, e Uila-Uil, «per esperire il tentativo di porre i lavoratori in mobilità, usufruendo dell’ultimo ammortizzatore sociale, si è deciso di revocare da domani (oggi per chi legge), lo stato di agitazione, i relativi scioperi e il presidio davanti agli stabilimenti». I lavoratori, dunque, «a partire da questa mattina», spiega Marcello Pagliaroli (Flai Cgil), «sono a disposizione dell’azienda. Sarà obbligo della proprietà far sapere come intende utilizzarli».
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