Il piano di Legnini: «Borghi da connettere contro l’isolamento»

9 Ottobre 2021

Il commissario straordinario annuncia interventi sul digitale «Economia, infrastrutture e trasmissione efficace di dati»

SANTO STEFANO DI SESSANIO. L’inaugurazione della Torre medicea di Santo Stefano di Sessanio è stata l’occasione non solo per fare il punto sulla ricostruzione pubblica e privata (sia 2009 che 2016-2017) ma anche per mettere a fuoco due questioni importanti: il Testo unico per la ricostruzione e i progetti finanziati dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) per quasi 1,8 miliardi e che sono in via di definizione.
PNRR
Sui progetti previsti dal Pnrr per le aree interne e, in particolare, quelle colpite dai terremoti del 2009 e 2016-2017 si è soffermato Giovanni Legnini, commissario straordinario di governo per la ricostruzione 2016-2017. «Sono fondi per opere complementari», ha detto Legnini, «allo scopo di rendere i territori più attrattivi e contrastare, tra gli altri obiettivi, lo spopolamento. Per quanto riguarda i borghi, con la Cabina di regia abbiamo definito i programmi per entrambi i crateri (anche quello del 2009, ndr) grazie alla partecipazione e il consenso di tutte le istituzioni. Tra i progetti in cantiere è previsto un consistente programma di connessione digitale. L’isolamento di questi territori si combatte portando economia, infrastrutture e connettendoli digitalmente», ha detto il commissario. In sostanza non solo ricostruzione materiale, ma anche una rete di iniziative che facciano sì che i borghi una volta tornati belli e sicuri siano anche riabitati. «Restauro, valorizzazione dei Beni culturali e messa in sicurezza del territorio», ha concluso Legnini, sono le leve fondamentali per rinascere.
TESTO UNICO
Di testo unico per la Ricostruzione, che come ha detto il presidente della Regione Marco Marsilio, metta fine ai “modelli” di cui si è parlato finora (aquilano, umbro, friulano e quant’altro), si discute da tempo anche se solo di recente la deputata Stefania Pezzopane l’ha messo nero su bianco e ha presentato una proposta di legge. L’utilità del testo unico l’ha spiegata il capo dipartimento di Casa Italia Elisa Grande: «Oggi noi abbiamo le leggi ordinarie e le leggi in caso di emergenza. Fra emergenza e ordinarietà serve una via di mezzo». In sostanza: non si può ricostruire con le norme ordinarie: bisogna trovare un equilibrio che consenta di accelerare le procedure. Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio (che nel 2009 era nella squadra di Guido Bertolaso) ha messo in rilievo come la ricostruzione è efficace se è partecipata. «Noi ce la possiamo fare», ha sottolineato, «solo se lavoriamo insieme al di là di ogni steccato, senza mai dimenticare che gli obiettivi sono la prevenzione e il costruire in sicurezza».
RICOSTRUZIONE PUBBLICA
Sulla ricostruzione pubblica “in affanno” si sono soffermati sia il responsabile dell’Usrc Raffaello Fico sia Teresa Giaquinto della struttura di missione 2009. Fico ha fornito i numeri della ricostruzione pubblica nel cratere di competenza dell’Usrc: 331 interventi previsti per circa 200 milioni, 108 completati e 30 in via di completamento. Giaquinto, pur prendendo atto che ritardi ci sono, ha fatto però notare che rispetto ai fondi, il Cipe ha già stanziato il 90 per cento di quanto necessario, il problema è nella lentezza della spesa che deriva da molti fattori non ultimo il fatto che i vari uffici (stazioni appaltanti) si sono trovati di fronte a un lavoro immane senza per contro avere un significativo aumento di personale. Ha poi sottolineato che di recente anche gli Uffici speciali sono stati autorizzati ad agire come stazione appaltante e la Struttura di missione potrà stilare un elenco di opere pubbliche da appaltare a trattativa privata.(g.p.)
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