Il pm: «A giudizio Di Marco Testa e altri 12»

Appalti e favori a Tagliacozzo, udienza ad aprile. Archiviazione per Attili, Pasquini, Calzetta e Amicucci
TAGLIACOZZO. Rinvio a giudizio chiesto dal pm per l’ex sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, e per altre dodici persone nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pubblici al Comune di Tagliacozzo e che ha portato lo scorso marzo a 16 provvedimenti cautelari e alla caduta della giunta. Per ulteriori quattro indagati è stata disposta l’archiviazione. L’udienza davanti al gup Francesca Proietti, su richiesta del sostituto procuratore Roberto Savelli, è stata fissata all’11 aprile. L’inchiesta ruota attorno a presunti illeciti legati alla concessione di appalti, prevalentemente nel settore dei lavori pubblici, assegnati con la modalità dell’urgenza. L’accusa più pesante, quella di concussione, è nei confronti dell’ex primo cittadino, arrestato, insieme ad altre tre persone, con un’ordinanza poi annullata dal Tribunale del riesame dell’Aquila perché dichiarata illegittima. Il principale capo d’imputazione è invece quello di turbata libertà degli incanti. La richiesta di rinvio a giudizio è scattata per Gianpaolo Torrelli, ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune, Carlo Tellone, architetto, Gabriele Venturini, ex assessore alla Cultura, Angelo Di Marco, artigiano, Giancarlo Bonifaci, Maurizio Palmeggiani, Antonio e Luigi Mastroddi, tutti imprenditori edili, Mauro Volpe, imprenditore settore luci e audio, Angelo Poggiogalle, ex vicesindaco e attuale consigliere di opposizione insieme a Di Marco Testa, Roberta Amiconi, responsabile dell’ufficio amministrativo, Alessandro Di Michele, grafico e informatico. Archiviate le posizioni di quattro persone: Giampiero Attili, ex segretario comunale, Franco Pasquini, proprietario dell’ippodromo, Anna Calzetta, responsabile dell’ufficio urbanistica, Antonio Amicucci, ex assessore comunale. L’ex sindaco, secondo quanto riportato dalla richiesta del sostituto Savelli, nel 2011, «in concorso con Carlo Tellone costringeva l’allora assessore ai Lavori pubblici, Alfonso Gargano, ad adoperarsi per far affidare, all’esito di una gara pilotata, allo stesso Tellone l’incarico di redigere la progettazione per l’ampliamento del cimitero». Di Marco Testa, a fronte del rifiuto di Gargano, «lo minacciava».
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Roberto Verdecchia, Antonio Milo, Vittoriano Frigioni, Franco Colucci, Alessandro Fanelli, Paolo Novella e ancora Giovanna Simeoni, Irma Conti, Enrico Orlandi, Luciano Bontempi, Mirko Salvati, Carlo Ricci e infine Carla Vicini, Herbert Simone e Chiara Tozzolini. (p.g.)
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