Il pm: condannate don Paolo a 22 anni

30 Novembre 2019

La procura ritiene che Piccoli, ex parroco di Pizzoli e Rocca di Cambio, abbia strangolato e ucciso un anziano sacerdote

L’AQUILA. Ventidue anni di carcere: questa la richiesta della Procura generale di Trieste a carico di don Paolo Piccoli, l’ex parroco di Pizzoli e Rocca di Cambio, 53 anni, accusato di omicidio volontario per aver strozzato un anziano sacerdote, Giuseppe Rocco, di 92 anni. Il fatto si verificò cinque anni fa nella Casa del Clero, a Trieste, una casa di riposo per preti dove ha soggiornato anche Piccoli. La notizia della sua incriminazione suscitò «Profondo dolore» nell’animo del cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Piccoli è in quiescenza ma dipende ancora dalla diocesi del capoluogo abruzzese. Secondo le tesi della Procura don Paolo avrebbe ammazzato il sacerdote per rubargli una collanina e altri oggetti ritenuti di valore. Principale testimone nel processo a favore dell’accusa è stata la perpetua. Ma, come ha detto la difesa, rappresentata dagli avvocati Stefano Cesco e Vincenzo Calderoni, la perpetua risulterebbe come beneficiaria dell’eredità del prete ucciso.
A inguaiare il prete veronese anche macchie di sangue sul letto dove era stata composta la salma della vittima. Di lì l’ipotesi della morte dopo una colluttazione. Ma Piccoli, secondo la difesa, soffriva all’epoca di una patologia della pelle con perdite ematiche, certificata dal medico curante; stando alle testimonianze raccolte, questa malattia lo affliggeva da tempo e sarebbe stata confermata dai testimoni. La perdita di sangue ci sarebbe stata quando Piccoli somministrò l’estrema unzione. La difesa ha chiesto, invece, l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” sostenendo che, stando ad alcune risultanze peritali, il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali. In subordine la richiesta è stata di assoluzione “per non aver commesso il fatto” qualora la Corte d’assise ritenesse che comunque il vecchio prete sia stato ucciso. «Ma se qualcuno lo ha ammazzato», dice Calderoni, «non è stato Piccoli». Il processo a carico di Piccoli ha suscitato un interesse mediatico nazionale al punto che se ne sono occupate le redazioni di “Un giorno in pretura” e “Quarto grado” presenti spesso con le telecamere. Il religioso si è sempre dichiarato innocente.«Figuriamoci», ha detto più volte, «se io vado di notte in giro a strozzare preti. Sono tranquillo ma qui c’è di mezzo il demonio». Il 13 dicembre la sentenza preceduta da repliche e controrepliche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA