Il poligono di tiro è un caso Finisce dai giudici europei

12 Agosto 2022

L’Associazione per la tutela di San Vittorino impugna la sentenza che lo tiene aperto: «È incomprensibile che il Consiglio di Stato abbia sorvolato sui danni dal rumore»

L’AQUILA. L’Associazione per la tutela di San Vittorino Amiterno «continuerà a battersi contro la presenza del poligono di tiro per tutelare il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione» e farà ricorso ai giudici europei contro la decisione del Consiglio di Stato che ha sancito che il poligono può continuare a restare operativo.
«È una sentenza inspiegabile», afferma Fausto Corti, legale dell’associazione, «il Consiglio di Stato in realtà non è entrato nel merito della questione ma ha ritenuto che gli abitanti di San Vittorino non fossero legittimati a fare ricorso al Tar – il quale in primo grado aveva dato loro ragione, disponendo la chiusura della struttura – in quanto il poligono ricade su uso civico del Comune di Pizzoli e solo gli abitanti di questo avrebbero potuto opporsi. Nel fare ciò il Consiglio di Stato ha però incomprensibilmente sorvolato sul fatto che il ricorso si fondava anche sul grave danno alla salute che il rumore prodotto dal poligono arreca agli abitanti di San Vittorino e che era stato attestato mediante la produzione di ben due perizie fonometriche che dimostravano il superamento dei livelli massimi imposti dalla legge. Si tratta perciò di un chiaro caso di denegata giustizia che verrà portato dinanzi alla Corte di Giustizia Europea, dove sono sicuro che verranno riconosciute le ragioni dei miei assistiti».
L'avvocato Corti afferma inoltre che il poligono di tiro di Colle San Mauro non sarebbe legittimo per due motivi. «La prima ragione», dice il legale, «è che il poligono di fatto è stato realizzato anche grazie al Comune di Pizzoli che non sta riscuotendo il canone concessorio. La collettività quindi sta pagando un impianto sportivo privato: la cosa è stata già segnalata alla procura della Corte dei Conti. La seconda ragione sta nel fatto che il poligono è realizzato in difformità delle autorizzazioni concesse dal Comune di Pizzoli e dalla Soprintendenza, come accertato dal perito nominato dalla procura della Repubblica. Le opere sono state poi realizzate in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale».
«L’Associazione per la Tutela di San Vittorino Amiterno», afferma in una nota il direttivo, «continuerà a battersi fino all'ultimo grado di giudizio per tutelare il diritto costituzionale alla salute» e fa un appello ai politici della città: «Chiediamo ancora una volta – perché questa è una questione soprattutto politica – che il poligono di tiro venga delocalizzato, nel rispetto dei diritti e dei bisogni di tutti i protagonisti della vicenda».
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