Il prefetto: «Nessun migrante a Sant’Elia»

19 Settembre 2017

Smentita ufficiale del rappresentante del governo dopo la manifestazione appoggiata da consiglieri di centrodestra

L’AQUILA. «In relazione alle notizie riferite alla presunta apertura di una struttura per accoglienza migranti nella frazione di Sant’Elia, questa prefettura precisa che nessuna struttura è prevista in apertura nella zona suddetta». E la manifestazione di piazza? E la raccolta di firme? E il grido di dolore dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia? E le previsioni di Noi con Salvini? Cancellati da poche righe del prefetto. Quanto basta per scatenare la polemica politica. E se da un lato l’assessore comunale alla Cultura e turismo Sabrina Di Cosimo, intervenendo anche sulle tematiche di migranti, sostiene che «è un bene che ai cittadini venga data comunque la possibilità di esprimersi», dall’altra otto consiglieri di opposizione insorgono contro il «caso confezionato ad arte» e «l’inutile allarme sociale» creato dalla diffusione della notizia smentita dal rappresentante del governo.
NESSUN MIGRANTE. La prefettura ha parlato chiaro, gettando acqua sul fuoco dell’allarme sociale scatenato da una manifestazione (con una cinquantina di partecipanti) avvenuta sabato pomeriggio, alla quale hanno aderito due consiglieri comunali di Fratelli d’Italia-An, Berardino Morelli e Marcello Dundee.
DI COSIMO. «Prima di andare all’incontro di sabato scorso», dice l’assessore alla Cultura, «mi ero informata in prefettura e mi avevano detto che non c’era nulla di ufficiale. E infatti è proprio questo quello che ho detto ai cittadini di Sant’Elia, consigliando però di andare avanti con la raccolta di firme. Sono contenta che la popolazione si sia comunque mossa. Non è una questione di non accoglienza dei migranti, ma di una difficoltà di integrazione e di vivibilità in una zona dove mancano centri di aggregazione sociale, strutture e servizi». Problemi in mano all’amministrazione di centrodestra.
OPPOSIZIONE. I consiglieri di opposizione Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio, Americo Di Benedetto, Stefano Palumbo, Stefano Albano ed Elia Serpetti partono all’attacco. «Un caso confezionato ad arte, o comunque chiaramente cavalcato, da alcuni consiglieri di maggioranza che si ostinano a proseguire a colpi di mera campagna elettorale la loro attività, anche a tre mesi di distanza dall’insediamento. Si premurano di esasperare (o addirittura provocare) l’allarmismo sociale su temi inesistenti e dimenticano di aver approvato un programma privo di ogni riferimento ai temi delle politiche sociali».
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