Il prefetto: «Ridaremo ai cittadini percezione di maggior sicurezza»

30 Novembre 2023

Di Vincenzo: «Una risposta è rappresentata da una ampia presenza e visibilità delle forze di polizia Presto i progetti nelle scuole per affrontare il dinamismo giovanile che può sfociare negli illeciti»

L’AQUILA. Fenomeni giovanili di disagio, violenza di genere, truffe agli anziani, ma anche usura ed estorsione in alcune realtà. Sono alcune delle priorità nell’agenda del nuovo prefetto dell’Aquila, Giancarlo Di Vincenzo, intervistato dal Centro dopo l’accoltellamento a Colle Sapone. Di Vincenzo parla delle iniziative di ascolto, sensibilizzazione e prevenzione sul territorio in collaborazione con varie realtà locali. Lo scopo di questo doppio approccio – repressione e prevenzione – è lavorare in maniera «accurata e costante» per poter «restituire alle comunità la percezione della sicurezza».
Dottor Di Vincenzo, sebbene si sia insediato da pochi giorni, ha già presieduto un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ad Avezzano e convocato una riunione tecnica a poche ore dall’accoltellamento all’Aquila. Qual è il quadro che ha avuto modo di tracciare in tema di sicurezza nel capoluogo e nella provincia?
«Pur non rilevando fenomeni di particolare allarme, occorre lavorare in maniera capillare e quotidiana per reprimere i fenomeni più evidenti e prevenire quelli meno evidenti o che potrebbero emergere. L’obiettivo di questo lavoro, che definisco artigianale, è raggiungere un elevato grado di percezione della sicurezza da parte della comunità del capoluogo e dell’intera provincia».
Quali fenomeni criminali sono emersi più di altri?
«Sicuramente un tema di attualità è quello legato alla sicurezza urbana, ma non trascuriamo fenomeni più complessi come quelli derivanti dal rischio usura ed estorsione rilevati maggiormente nel territorio della città di Avezzano. Ho individuato quali fenomeni emergenti la violenza di genere, le truffe agli anziani e il dinamismo giovanile che spesso può sfociare in comportamenti illegali».
Quali misure sta adottando nell’immediato o intende adottare a breve termine per arginarli?
«Una risposta di primo livello è rappresentata da una maggiore presenza e visibilità delle forze di polizia, unite a una strategia di più ampio respiro che coinvolga tutti i protagonisti del territorio attraverso iniziative e progetti che presto verranno messi in campo nelle scuole per raggiungere la realtà più interna legata ai fenomeni giovanili, ma anche in altri contesti con lo scopo di lavorare su una necessaria sensibilizzazione alla violenza di genere e sulle truffe alle fasce più deboli, come gli anziani. Il mio approccio è lavorare a più livelli non solo sulla gestione dei fenomeni emergenti o di attualità, ma evitare che altri si manifestino in assoluta sinergia con tutte le istituzioni territoriali».
Riguardo alle problematiche giovanili – baby gang e minori stranieri non accompagnati – come spiega i fenomeni ad esse connesse e come arginarle?
«Da quello che ho potuto percepire, all’Aquila e provincia non possiamo parlare di baby gang, ma di dinamismo giovanile che può sfociare in illeciti. Le baby gang, infatti, sono realtà strutturate che rispondono a determinate caratteristiche non evidenziate né dalla forze di polizia, né dall’autorità giudiziaria della provincia. Ritengo più appropriato parlare di dinamismo giovanile che cerchiamo di monitorare, analizzare e controllare. Si tratta di un fenomeno presente in tutta Italia che dà l’idea di una città viva, ma che va gestito. All’Aquila, in quanto capoluogo di regione, se non ci fosse un dinamismo giovanile sarebbe preoccupante. Talvolta questo fenomeno può scaturire in comportamenti che sfociano nell’illegalità e che vanno gestiti da un lato, con una maggiore presenza delle forze di polizia e, dall’altro, facendo chiarezza sulle norme».
Riguardo al problema dell’abuso di alcol tra minori, quali sono i correttivi utili affinché tutti gli esercenti – supermercati, ristoranti, pub e discoteche – osservino la norma che vieta lo somministrazione e la vendita di bevande alcoliche a coloro che hanno meno di 18 anni?
«Quello della somministrazione e vendita di alcolici ai minori è stato uno dei temi affrontati ad Avezzano. In questo caso l’obiettivo è duplice: sensibilizzare le associazioni di categoria, che da quanto ho letto sul Centro hanno mostrato coscienza alla problematica, sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi e sui danni che derivano dall’uso improprio di sostanze alcoliche».
Non si può non parlare anche degli incidenti stradali.
«Anche in questo caso al problema si risponde aumentando i controlli stradali e al tempo stesso svolgendo un’opera di forte sensibilizzazione al rispetto delle norme stradali a tutela della sicurezza di tutti gli utenti della strada. La sicurezza stradale deve essere percepita come un qualcosa che riguarda tutti: me, la mia famiglia, i miei amici…».
Come possono i sindaci e le istituzioni in genere collaborare con la prefettura su questi temi?
«Come ho già spiegato, il lavoro che ho avviato su questo territorio, di repressione dei fenomeni evidenti e di prevenzione di quelli meno evidenti o che potrebbero emergere, deve essere certosino e quotidiano per rispondere alle esigenze e alle peculiarità di questo territorio. E soprattutto deve essere un lavoro di squadra, non solo con le forze di polizia, ma anche con l’autorità giudiziaria ordinaria e minorile, con le istituzioni e tutti gli attori del tessuto sociale che permettano di penetrare nelle varie realtà territoriali. A tal proposito vorrei rivolgere un ringraziamento ai sindaci dell’Aquila, di Avezzano e a quelli incontrati finora per l’accoglienza e la disponibilità riscontrate».
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