Il prefetto: «Sono stato mal compreso»

Il capo della Protezione civile: ho solo voluto precisare che i “pizzini” non mi appartengono
L’AQUILA. Il prefetto Franco Gabrielli, capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, in relazione alle sue dichiarazioni rese durante la visita in città per firmare una convenzione con Enel, ci ha fatto pervenire ieri mattina attraverso la sua segreteria questa dichiarazione:
«Sono dispiaciuto se quanto detto martedì all’Aquila (tra l’altro in un contesto carico di proiezioni positive verso il futuro) sia stato ancora una volta mal compreso e caricato di interpretazioni che di certo le mie parole non avevano. Non sono intervenuto in modo volontario sull’argomento “sentenza”, ma ho solo risposto a una domanda di un giornalista.
Mi è parso corretto rispondere perché il cronista chiedeva cosa pensavo delle parole del Presidente dei familiari delle vittime secondo il quale le affermazioni fatte in precedenti circostanze da me sarebbero dei “pizzini” in vista del processo di Appello. Insomma, mi si accusava di utilizzare “metodi mafiosi” per condizionare un atto di Giustizia. Ho così precisato che i “pizzini” non mi appartengono, aggiungendo che la “criticità” insita, secondo me, nel dispositivo della sentenza – ovvero il passaggio nel quale il giudice definisce ovvio e inutile il richiamo all’importanza della messa in sicurezza degli edifici – l’ho sempre evidenziata pubblicamente. Questo è “il problema” che anche martedì ho evidenziato.
Non ho fatto alcun commento alla condanna, né alla responsabilità, né a null’altro, conoscendo la richiesta dei familiari delle vittime di tenere un basso profilo in attesa dell’Appello».
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