Il Premio Sulmona per la Cultura al senatore Grasso

Lezione di legalità agli studenti del Liceo classico Ovidio Appello della Casini per la salvaguardia del tribunale
SULMONA. Diffondere la cultura della legalità nella politica e nelle scuole. E l’impegno a difendere il tribunale di Sulmona e tutti i presidi di giustizia minori, «chiusi da una legge che ha portato solo tanti problemi ai cittadini e a tutto l’apparato della giustizia». Nella sua giornata trascorsa a Sulmona, propiziata dal Premio Sulmona che ha ritirato nel pomeriggio alla presenza di Vittorio Sgarbi, il presidente emerito del Senato, Pietro Grasso, ha parlato della lotta alla mafia, fatta in prima fila insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dei suoi successi ma anche delle sue paure vissute insieme alla moglie e alla famiglia durante il maxi processo alla mafia.
PRIMA TAPPA AL COMUNE. «La mafia si combatte praticando la legalità e quindi ognuno di noi deve fare la sua parte», ha detto nel suo intervento a Palazzo San Francesco, Pietro Grasso, «ma per far questo c’è bisogno di una rivoluzione etica della società italiana e della politica, perché la mafia è favorita dai vuoti lasciati dallo Stato, quando non compie la sua funzione fino in fondo. Certi fenomeni non si sconfiggono con la sola repressione. La criminalità mafiosa si combatte soprattutto facendo funzionare in pieno lo Stato e le amministrazioni dei Comuni».
SOS PER IL TRIBUNALE. Il sindaco Annamaria Casini ha approfittato della presenza in città dell’ex magistrato per dargli due consegne: la difesa del tribunale di Sulmona e un impegno, a nome dei sindaci della Valle Peligna, a risolvere l’annosa problematica della figura del segretario generale, che investe principalmente i piccoli comuni. Ce ne sono troppo pochi e molti Comuni devono fare a meno di questa figura fondamentale per il buon funzionamento amministrativo di una collettività. «La revisione della geografia giudiziaria non ha portato i risultati sperati, anzi ha fatto tanti danni», ha sottolineato Grasso, «per questo da parte mia sarà opposizione al disegno di sopprimere altri tribunali, non penso si possa continuare su quella strada».
INCONTRO CON I LICEALI. Sono rimasti in silenzio ad ascoltarlo per tutto il tempo, mentre raccontava alcuni episodi della sua vita da magistrato passata a lottare contro la mafia e i mafiosi. Gli studenti del Classico hanno ascoltato con grande attenzione le parole dell’ex magistrato che ha cercato di colpire le loro sensibilità raccontando di tanti giovani appartenenti a famiglie mafiose che hanno scelto di stare dall’altra parte, combattendo i loro stessi parenti. «Legalità non è solo rispetto delle regole ma è una cultura che comprende una serie di principi di libertà, democrazia, giustizia sociale, eguaglianza, solidarietà, accoglienza, pace e tolleranza che devono essere un patrimonio comune di tutti», ha detto Grasso agli studenti, «il senso del dovere, della propria coscienza e delle istituzioni è un faro che dovete seguire tutta la vita».
PREMIO SULMONA Nel pomeriggio Grasso ha partecipato alla cerimonia di premiazione del Premio Sulmona che lo ha visto tra i premiati. Simpatico il siparietto con Vittorio Sgarbi prima di ricevere il riconoscimento del Premio speciale alla Cultura-editoria. Tra gli ospiti presenti le parlamentari Gabriella Di Girolamo e Stefania Pezzopane, quest’ultima “beccata” da Sgarbi sulla riduzione dei parlamentari e sulle contraddizioni nel Pd.
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