Il preside Bearzi torna a dirigere una scuola dopo la grazia

14 Settembre 2019

L’AQUILA. È tornato a dirigere una scuola Livio Bearzi. Dopo essere stato graziato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il preside che fu condannato in via definitiva a 4 anni di...

L’AQUILA. È tornato a dirigere una scuola Livio Bearzi. Dopo essere stato graziato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il preside che fu condannato in via definitiva a 4 anni di carcere, per omicidio colposo, in seguito al crollo del Convitto nazionale il 6 aprile 2009, ha ripreso la sua attività lavorativa in Friuli.
Bearzi, secondo i giudici, avrebbe dovuto sgomberare il palazzo nell’imminenza del terremoto. Non lo fece, e vi morirono tre giovani ospiti, un ragazzo di Trasacco, Luigi Cellini, di 15 anni, e due amici della Repubblica Ceca, Ondreiy Nouzovsky e Marta Zelena, rispettivamente di 14 e 16 anni, all’Aquila in viaggio premio.
L’incarico di preside all’istituto Paolino d’Aquileia di Cividale del Friuli è ripreso dall’avvio dell’anno scolastico. Con un provvedimento del 22 febbraio 2018 il giudice di sorveglianza del tribunale di Udine, incaricato dell’affidamento in prova, aveva autorizzato il preside a svolgere l’attività di dirigente al Centro provinciale di istruzione per gli adulti (Cpia) di Udine. Questa nomina è la conseguenza di quel provvedimento.
Intervistato da Giovanni Taormina del Tgr Friuli, Bearzi ha detto di provare «sentimenti di gioia e felicità per quest’opportunità che ho avuto di poter ricominciare». Sul passato, ha detto di provare «grande dolore» e di augurarsi «che tutto vada bene». All’ingresso a scuola è stato accolto dagli applausi. «Erano tutti molto contenti, io ero emozionato. La scuola friulana mi è stata sempre molto vicina».
Così Antonio Milo, avvocato della famiglia Cellini: «Noi eravamo contrari alla concessione della grazia, seppur limitatamente alle pene accessorie, visti gli esiti dei giudizi penali che hanno ribadito la piena responsabilità del Bearzi nel determinismo eziologico dell’evento morte».(e.n.)