Il preside Lattanzi incalza «Le scuole all’anno zero»

Il dirigente dell’istituto di San Demetrio ne’ Vestini evidenzia le carenze degli edifici «Dopo dodici anni è arrivato il momento di sanare una situazione gravissima»
L’AQUILA. Sulla scorta delle parole del premier Draghi, che ha auspicato un’accelerazione della ricostruzione pubblica, ci auguriamo che dopo 12 anni sia arrivato anche il momento delle scuole». A puntare i riflettori sulla “Cenerentola della ricostruzione” è Antonio Lattanzi, preside dell’istituto comprensorio San Demetrio/Rocca di Mezzo, che ieri ha partecipato all’inaugurazione del Parco della Memoria insieme alla collega Gabriella Liberatore, dirigente dell’unica scuola ricostruita della città, la Mariele Ventre. I due presidi hanno accompagnato altrettante delegazioni di ragazzi nati nel 2009.
ANNO ZERO
«Per quanto riguarda l’edilizia scolastica siamo ancora all’anno zero», dice il preside. «Gran parte degli istituti è ospitata in Musp inadeguati. Mi riferisco alla Mazzini e alla Carducci, per esempio. La prima dovrebbe tornare a Villa Gioia, la seconda su viale Duca degli Abruzzi. Almeno stando alle promesse. D’altra parte, avere la Carducci vicino alla Dante come adesso non ha senso. Non si può creare un istituto comprensivo che fa riferimento alla zona del centro senza una sede in centro. Ormai tutte le scuole sono periferiche, non ce n’è una nel cuore della città. Una situazione gravissima se si pensa che non si può più utilizzare neanche l’elementare De Amicis, a San Bernardino. Lo stabile che ospitava la Carducci in viale Duca degli Abruzzi è rimasto al 6 aprile e nessuno ne parla. La Mazzini in cemento, che non ha subìto gravi danni dal sisma, non è più stata utilizzata come scuola: la palestra è stata adibita a consiglio comunale. Il Musp della scuola è uno dei più belli del territorio, ma pur sempre provvisorio». L’emergenza nell’emergenza, tuttavia, è rappresentata dalla scuola di Paganica, secondo il preside: «Si trova in un Musp deteriorato, non più praticabile, invaso dalle formiche, con pavimenti sfondati e classi piccolissime. Il progetto per la nuova scuola è pronto, ma ancora il cantiere non parte. Sulla scuola della Torretta c’è un continuo annunciare, ma non è stata posta la prima pietra», continua. «Il Musp è piccolo, i bambini non possono pranzare tutti insieme. Il Cotugno ha un problema annoso di sedi. Il progetto definitivo di Torretta/Gignano c’è da tre anni, ma ancora nulla di fatto. Sassa combatte da anni con l’associazione Oltre il Musp. Si sta muovendo qualcosa a Scoppito. Intanto, sono state inaugurate le scuole di Montereale e Capitignano, dove i bambini sono pochi, mentre quelle più frequentate sono nei moduli provvisori», conclude il dirigente. «Quando l’attuale amministrazione si presentò alla città disse che la ricostruzione delle scuole sarebbe andata avanti speditamente. Adesso siamo arrivati a scadenza del mandato ed è stata inaugurata solo la Mariele Ventre, il cui progetto era già pronto con la precedente amministrazione, una sede tra l’altro sottodimensionata rispetto alle esigenze, tanto che alcune classi sono ancora nel Musp di via Ficara».
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