Il presidente della Consulta in Val Chiarino

4 Giugno 2016

Il professor Grossi è stato ospite dell’Amministrazione dei beni di uso civico di Arischia

L’AQUILA. Nei giorni scorsi, in occasione del convegno annuale del “Centro Studi sugli usi civici e la cultura del giurista Guido Cervati”, il presidente della Corte costituzionale Paolo Grossi ha visitato la Valle del Chiarino, territorio che appartiene agli arischiesi che lo gestiscono attraverso l’Amministrazione per gli usi civici di cui è presidente Elia Serpetti. Con il professor Paolo Grossi c’erano Fabrizio Marinelli, professore ordinario di Diritto privato nella facoltà di Economia e direttore del centro studi sugli usi civici dell’Università dell’Aquila, e il professor Pietro Nervi, presidente del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le proprietà collettive dell’Università degli studi di Trento. «La giornata», racconta lo storico di Arischia Abramo Colageo, «si è svolta con un’escursione all’interno della meravigliosa Valle del Chiarino con la visita a luoghi storici tra cui il Mulino. È stata ripercorsa anche la vicenda della contesa tra Arischia e i marchesi Cappelli sulla proprietà della Valle. L’ingegner Vito Ciano ha illustrato e contestualizzato una storica mappa del 1903 relativa al territorio della Val Chiarino, cui è seguita la visita alla chiesa di San Martino, al torrente della omonima sorgente del Chiarino, alla valle della Vaccareccia, e in particolare allo Stazzo del Castrato. In compagnia del direttore del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, Domenico Nicoletti, del Corpo forestale dello Stato, del direttore tecnico della Gran Sasso acqua Aurelio Melaragni e di tutti i rappresentanti delle associazioni arischiesi, è stato offerto un “convivio” nel rifugio “Fioretti” a quota 1.500 sul livello del mare. Il presidente della Corte Costituzionale Grossi ha ringraziato in particolare la comunità di Arischia e l’amministrazione separata. Durante il discorso ha rivolto l’attenzione al grande ruolo delle amministrazioni di proprietà collettive nella direzione della conservazione e valorizzazione di luoghi come quello visitato della Val Chiarino, definita da Grossi “paradiso terrestre”. Il presidente ha brevemente trattato il tema delle proprietà collettive che – ha detto – oltre a essere fonte di ricchezza identitaria, può apportare valore e tutela ambientale a tutta la Repubblica italiana».

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