Il pressing dell’Italia e del Canada

Le ambasciate dei due Paesi seguono la vicenda e spingono sulle autorità di Quito
SULMONA. Il giallo del rapimento e della scomparsa in Ecuador dello chef e imprenditore sulmonese Panfilo “Benny” Colonico è anche un caso internazionale. Sono due le diplomazie in campo, che stanno spingendo sulle autorità di Quito e di Guayaquil.
Una è ovviamente quella italiana. Dopo la Farnesina, ieri si è pronunciato anche il console nel Paese sudamericano, Andrea Rapido Ragozzino, che sta seguendo direttamente la vicenda, a nome dell’Ambasciata in Ecuador. «Questa ambasciata segue sin dal principio con la massima attenzione la vicenda del connazionale Panfilo Colonico, in stretto contatto con le competenti autorità locali e la Farnesina», scrive rispondendo al Centro, poi mostrando il riserbo del caso: «Per motivi legati alla riservatezza delle indagini, non intendiamo rilasciare dichiarazioni».
Ma in campo c’è anche la diplomazia canadese. «Global Affairs Canada (il dipartimento degli Affari esteri di Ottawa, ndr) è a conoscenza del fatto che un canadese è stato rapito in Ecuador. I funzionari canadesi stanno raccogliendo ulteriori informazioni e forniranno assistenza consolare come richiesto. Per motivi di privacy non è possibile divulgare ulteriori informazioni», scrive il governo rispondendo alla testata della comunità locale di origine italiana Corriere Canadese. Colonico è infatti nato a Toronto, dove il padre Giovanni era emigrato e si trovava in quel 1973. Tornato in Italia da piccolo, e cresciuto nel ristorante sulmonese di famiglia, Panfilo è poi ripartito per il Canada, dove ha fondato alcune imprese, prima di trasferirsi definitivamente in Ecuador nel 2020. (l.t.)

