Il prete anticamorra al Premio Borsellino

15 Ottobre 2019

Don Aniello (domani all’Emiciclo) tra i protagonisti della tappa aquilana della rassegna per la legalità

L’AQUILA. Il Premio nazionale “Paolo Borsellino” torna a fare tappa all’Aquila (da dove mancava da alcuni anni), domani alle 10,30 a Palazzo dell’Emiciclo, su iniziativa della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri”.
La rassegna per la legalità e l’impegno civile, alla sua 24ª edizione, quest’anno ha come tema “Gli uomini passano, le idee restano e camminano su altre gambe”. Nella sala Ipogea, dopo i saluti di Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale; Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila; Giuseppe Linardi, prefetto dell’Aquila; Orazio D’Anna, questore dell’Aquila; Edoardo Alesse, rettore dell’Università dell’Aquila e Antonella Tozza, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, interverranno: don Aniello Manganiello, garante del Premio Borsellino; Lina Maria Calandra, docente del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila e Antonella Conio, dirigente della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri”.
L’appuntamento, a cura della docente della scuola media Alighieri, Patrizia Dundee, sarà moderato da Angelo De Nicola.
Il programma prevede anche un intermezzo musicale del Quartetto di sassofoni del Liceo Musicale Coreutico “Domenico Cotugno”. Parteciperanno anche gli studenti di alcune classi di tre istituti superiori cittadini: Liceo Scientifico “Andrea Bafile”, Liceo Musicale Coreutico “Domenico Cotugno” e Istituto d’istruzione superiore “Amedeo di Savoia duca d’Aosta”.
Al termine degli interventi, come spiegano gli organizzatori dell’iniziativa, è previsto un dibattito nel corso del quale i ragazzi incalzeranno con alcune domande, in particolare, don Aniello Manganiello, il sacerdote di origini campane che, dai primi anni Novanta al settembre 2010, è stato il parroco di Santa Maria della Provvidenza, a Scampia. Il suo trasferimento ha suscitato le proteste della gente e ha avuto una grande eco.
«La rassegna educativa», aggiungono ancora i promotori della manifestazione, «da 27 anni è dedicata ai giovani e vuole testimoniare gratitudine a quelle personalità italiane che hanno offerto e offrono una testimonianza d’impegno, di coerenza e di coraggio particolarmente significativa nel campo della legalità, ma anche nella scuola, nella cultura e nell’impegno civile e sociale».
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