Il primario Grimaldi: «Situazione critica: il virus circola con l’uomo: state a casa»

«La situazione è molto critica, c'è molta pressione sulle strutture ospedaliere, stiamo cercando di alleggerire in tutti i modi intervenendo sul territorio. In attesa di allestire altre aree per i...
«La situazione è molto critica, c'è molta pressione sulle strutture ospedaliere, stiamo cercando di alleggerire in tutti i modi intervenendo sul territorio. In attesa di allestire altre aree per i pazienti Covid, dobbiamo cercare di curare più pazienti possibile a casa, a breve attiveremo il numero verde per dare consigli ai medici di famiglia e ai pediatri su come gestire i pazienti con forme meno gravi e non congestionare pronto soccorso». Così il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila, Alessandro Grimaldi (nella foto), facendo il punto della situazione sui contagi in provincia, da tante settimane tra le più colpite in Abruzzo. «Limitare la circolazione serve soprattutto per evitare che quelle forme medio-lievi possano diventare più gravi e richiedere un’ospedalizzazione forzata che, al momento, è difficile garantire», precisa il medico. «In questo senso occorrerebbe potenziare l’approvvigionamento di ossigeno a domicilio: molta gente richiede questo ausilio», come denunciato sul Centro di ieri e confermato dal primario del 118 Gino Bianchi.
«Dobbiamo consigliare alla gente di circolare il meno possibile, farlo soltanto per cose urgenti, indispensabili», prosegue Grimaldi. «Bisogna ricordare a tutti che il virus non si muove autonomamente, circola e si diffonde attraverso l’uomo. È dura da accettare, ma è così. Più l’uomo si muove e più si diffonde».
«Temo, purtroppo, che servirà un’ulteriore stretta, altrimenti il carico sulle strutture ospedaliere rischia di diventare insostenibile», continua l’infettivologo. «Ovviamente, è mio grande auspicio che una limitazione più forte di 3 o 4 settimane possa portarci, poi, a riaprire gradualmente prima delle festività natalizie. Vedo, comunque, che anche se non ci sono state chiusure, nei locali pubblici circola molta meno gente, la mia impressione è che anche senza stretta la gente abbia paura di stare al chiuso nei locali», afferma in conclusione il primario di Malattie infettive.
«Dobbiamo consigliare alla gente di circolare il meno possibile, farlo soltanto per cose urgenti, indispensabili», prosegue Grimaldi. «Bisogna ricordare a tutti che il virus non si muove autonomamente, circola e si diffonde attraverso l’uomo. È dura da accettare, ma è così. Più l’uomo si muove e più si diffonde».
«Temo, purtroppo, che servirà un’ulteriore stretta, altrimenti il carico sulle strutture ospedaliere rischia di diventare insostenibile», continua l’infettivologo. «Ovviamente, è mio grande auspicio che una limitazione più forte di 3 o 4 settimane possa portarci, poi, a riaprire gradualmente prima delle festività natalizie. Vedo, comunque, che anche se non ci sono state chiusure, nei locali pubblici circola molta meno gente, la mia impressione è che anche senza stretta la gente abbia paura di stare al chiuso nei locali», afferma in conclusione il primario di Malattie infettive.

