Il primario Marinangeli: «Ospedale da potenziare»

19 Aprile 2020

Richiamo del medico in prima linea sul fronte coronavirus: «Stop alle polemiche Ma undici anni di attesa per Delta medico e centrale del 118 sono inaccettabili»

L’AQUILA. Undici anni di attesa per sistemare l’ospedale sono «inaccettabili». Così come «inaccettabile» è l’attesa per la realizzazione della centrale del 118. Il richiamo al mondo della politica – compresa quella sanitaria – arriva da una figura di prima linea nella battaglia al coronavirus. Il primario di Rianimazione Franco Marinangeli fa il punto della situazione con una riflessione affidata a Facebook.
«PRIMI FRUTTI». «Si raccolgono i primi frutti di un duro lavoro. Anche ieri e giorni fa abbiamo dimesso pazienti che, usciti dal tunnel, tornano a nuova vita. Siamo felici di questi risultati che ci ripagano di tante fatiche...dispiaciuti, amareggiati per i pazienti che purtroppo non ce l’ hanno fatta. Non è facile accettare le sconfitte, ma vanno messe in conto in un percorso così difficile, con un nemico così subdolo. Mentre ci muoviamo in questa “palude”», scrive il primario, «siamo commossi per il vostro supporto, vi ringrazio, a nome anche dei miei collaboratori, per le bellissime parole e donazioni di vario genere, da parte di aziende e singoli, nonostante sappiamo che in questo momento nessuno se la passa bene. Supporto e incoraggiamento ho avuto anche dai capigruppo del consiglio comunale. Sono stato invitato a rispondere ad alcune domande e ho avuto modo di esprimere le mie idee sulla sanità della nostra città, viste anche le polemiche sul Covid hospital di Pescara».
«PROGETTI, NON POLEMICHE». «Legittime a mio avviso le polemiche», dice Marinangeli. «Ma ho fatto alcune riflessioni. La comunità di Pescara ha evidentemente ritenuto che la ristrutturazione di una palazzina sia il mezzo con cui risolvere i problemi dei pazienti della propria Asl. Io credo che la popolazione della nostra provincia debba focalizzarsi sui propri problemi e chiedere con forza, con la stessa determinazione, di risolverli. Il tempo ci dirà chi sarà riuscito a fare meglio. Noi abbiamo progetti a mio avviso tanto importanti quanto efficaci da realizzare. Centrale operativa 118, ristrutturazione e ampliamento della Terapia intensiva, apertura della palazzina Delta medico, implementazione del laboratorio analisi renderebbero il nostro ospedale hub di altissimo profilo sia sotto il profilo della qualità che della sicurezza. È sulla realizzazione di questi progetti che dobbiamo focalizzarci pretendendo la giusta attenzione... sono progetti sui quali non dobbiamo e non possiamo fare neanche un passo indietro, perché dalla qualità della struttura ospedaliera dipende la qualità dei corsi di laurea sanitari dell’Ateneo, altra bellissima istituzione da curare e implementare».
«AZIONE UNITARIA». «La città dell’Aquila», prosegue, «tra qualche anno sarà un gioiello. Dalla politica ci aspettiamo un’azione unitaria, un supporto trasversale per progetti chiari e misurabili che possano contribuire a costruire un ospedale degno di questa città. Sono inaccettabili 11 anni di attesa per la centrale 118, inaccettabili 11 anni per il Delta medico, è necessaria una terapia intensiva che sia rapportata ai numeri di un ospedale regionale universitario con una attività di altissimo profilo qualitativo e quantitativo come quello dell’Aquila. Continuiamo a combattere con determinazione il virus, ma con la stessa determinazione dobbiamo combattere per avere una sanità rinnovata, nelle strutture e nell’entusiasmo, per non farci trovare impreparati alla prossima inevitabile maxiemergenza».
«STIAMO ATTENTI». «A giorni, probabilmente, le maglie delle restrizioni saranno allentate... sappiate che quello, e non questo attuale, sarà il momento più delicato...non potremo essere tranquilli se non dopo 1 mese da quando quelle maglie saranno allentate. Prima di quella data purtroppo nessuno può permettersi previsioni ottimistiche. Fino a quella data c’è bisogno di un altissimo senso di responsabilità nei confronti di noi stessi e delle nostre famiglie».
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