Il primo cittadino attende di poter tornare in libertà
CAPISTRELLO. L’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco Francesco Ciciotti e a quello di altre due persone, l’ex consigliere Corrado Di Giacomo e il tecnico comunale Romeo Di Felice, ruota...
CAPISTRELLO. L’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco Francesco Ciciotti e a quello di altre due persone, l’ex consigliere Corrado Di Giacomo e il tecnico comunale Romeo Di Felice, ruota attorno a una serie di appalti per lavori pubblici nel Comune di Capistrello. Sono 17 le persone indagate e per sette di loro è stata emessa una misura di sospensione dalle rispettive attività professionali. Fino a oggi solo una di queste misure è stata revocata dal giudice per le indagini preliminari Maria Proia, mentre la richiesta al tribunale del Riesame dell’Aquila da parte di Di Giacomo è stata respinta. Il sindaco Ciciotti, intanto, ha deciso di rassegnare le dimissioni. Precedentemente era stato sospeso dalla carica amministrativa dalla prefettura dell’Aquila e la fascia tricolore era andata al vicesindaco Geltrude Scatena.
Adesso bisognerà capire se la scelta di Ciciotti porterà il prefetto a lasciare il Comune nelle mani del vicesindaco oppure ad affidarlo a un commissario di sua nomina che potrebbe traghettare l’ente a nuove elezioni, le quali potrebbero esserci a maggio in concomitanza con le Europee. Questa mattina, invece, il gip potrebbe disporre ulteriori revoche. Soprattutto è quello che spera la difesa di Ciciotti, rappresentata dall’avvocato Antonio Milo, che con le dimissioni punta a far cadere il fattore dell’inquinamento delle prove in modo da poter ottenere la revoca degli arresti domiciliari. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

