Il prof Tiberti: «Per di Orio nessuna riabilitazione»
L’AQUILA. «Per di Orio non si può parlare di “sospensione illegittima” né di “riabilitazione”». Lo sostiene il professore Sergio Tiberti, che commenta l’ordinanza dei giudici di Roma che hanno...
L’AQUILA. «Per di Orio non si può parlare di “sospensione illegittima” né di “riabilitazione”». Lo sostiene il professore Sergio Tiberti, che commenta l’ordinanza dei giudici di Roma che hanno revocato la pena accessoria dell’estinzione del rapporto di lavoro all’ex rettore dell’Ateneo che, essendo ormai in pensione, non potrà riavere il posto.
«Intervengo», scrive Tiberti, «nella qualità di parte offesa (e parte civile costituita) nel processo penale. Per ciò che riguarda l’asserita “riabilitazione” ottenuta dalla Corte d’Appello di Roma, occorre evidenziare che l’istituto della riabilitazione è un beneficio che può essere concesso a quei condannati che abbiano espiato la pena e abbiano integralmente risarcito le loro vittime. Il signor di Orio non ha né scontato la pena, che gli è stata inflitta, né tantomeno ha provveduto ancora a risarcire la mia persona. Ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza di Roma il beneficio (misura alternativa alla detenzione) dell’affidamento in prova ai servizi sociali. La Corte d’Appello lo ha condannato in via definitiva a due anni e sei mesi. E la pena accessoria è cosa diversa dal provvedimento amministrativo di sospensione disposto dal rettore dell’Università e mai annullato dalle autorità giudiziarie amministrative».

