Il professor Barone: «Dopo questa pandemia saremo tutti più poveri»

22 Aprile 2020

L’AQUILA. «Una cosa è certa. Al termine di questa pandemia, il mondo avrà molti più poveri, perché come è noto, le malattie causano le povertà e viceversa. Molte persone, quindi, si troveranno a fare...

L’AQUILA. «Una cosa è certa. Al termine di questa pandemia, il mondo avrà molti più poveri, perché come è noto, le malattie causano le povertà e viceversa. Molte persone, quindi, si troveranno a fare i conti con l’abisso della carenza e della precarietà. È impossibile anestetizzare la povertà, ma se si vuole è possibile guarirla».
Ne è convinto il professor Francesco Barone, docente al dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila, con all’attivo oltre cinquanta viaggi umanitari in Africa, portavoce del Premio Nobel per la Pace 2018, Denis Mukwege, che ha denunciato la catastrofe umanitaria in Congo, con centinaia di migliaia di donne violentate, oltre quattro milioni di sfollati e sei milioni di morti.
«Chi è povero subisce innanzitutto una privazione che non può essere mai giustificata. È povero chi è vittima di questo sistema economico che incoraggia e promuove le differenze. La combinazione tra povertà e malattia continua a modificare il metabolismo dell’umanità e a indebolire le nostre
difese immunitarie», sostiene il professor Barone. Che aggiunge: «Anche chi come me non è esperto di economia, non può non riconoscere che questo capitalismo continua a mortificare le relazioni interpersonali», è il ragionamento di Barone. «Qualsiasi economia dovrebbe sempre rispondere delle sue responsabilità di fronte alla dignità umana. “Nulla è più scandaloso quanto gli stracci e nessun crimine è vergognoso quanto la povertà”: sono queste parole di George Farquar a rendere bene l’idea sul significato delle povertà e sulle fragilità dell’uomo».
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