«Il profumo nel cruscotto per celare l’odore di droga»
Arresti per spaccio, le trovate degli indagati per sviare i controlli della polizia Alcune dosi sarebbero state cedute anche a giovanissimi. Oggi gli interrogatori
L’AQUILA. Emergono dettagli curiosi nell’ambito dell’inchiesta sullo spaccio di droga che due giorni fa ha portato all’arresto di 14 persone che oggi saranno interrogate. Tra le tante trovate degli indagati per eludere i controlli della polizia quello di celare la sostanza da taglio in un vano nei pressi del cruscotto spruzzando profumo per nascondere l’odore dello stupefacente. Da alcune intercettazioni si accerta come tra gli acquirenti ci fossero dei giovani. «Quessa», dice in dialetto uno degli indagati riferendosi a una certa quantità di stupefacente, «la vennemo agli studenti». Il giudice per le indagini preliminari che ha dato il via libera agli arresti, parla di esigenze cautelari ben chiare. A cominciare dal «pericolo concreto e attuale di commissione di reati analoghi a quelli per cui si procede desunta dalla pluralità e gravità dei fatti delittuosi sistematicamente posti in essere oltre che dalle modalità». Il giudice allude a cessioni di droga «con cadenza pressoché giornaliera muovendo, in sostanza, elevati quantitativi di droga». Il gip parla anche «di un sodalizio criminale spregiudicato e ben organizzato con divisione dei ruoli, specializzazione per gruppi, in reati differenti. Al riguardo deve precisarsi come i sodali abbiano proceduto alla bonifica del locale utilizzato per lo spaccio per il timore di essere intercettati dalle forze dell’ordine». «Deve rilevarsi», scrive ancora il giudice, «come la maggior parte degli indagati sia priva di occupazione per cui deve desumersi che essi vivano dei proventi dei reati commessi». Nove indagati in carcere: Pierpaolo Romano, Marcelo Ramos Duarte, Elvis Goman, Grigor Dervishaj, Joussef Bya, Enver Fusha, Tiziano Panepucci, Massimo Taddei, Alessandro Biasini.
Ai domiciliari Luca Zugaro, Kurtisi Vasfi, Irina Minodora Popescu.
Per Giovanni Catena, 39enne e Federico Ferrauti previsto l’obbligo di firma.
Sono difesi dagli avvocati Francesco Valentini, Domenico Pastorelli, Mauro Ceci, Giulio Lazzaro e Roberto Verdecchia. (g.g.)
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