Il Progetto Case si ricicla: 30 alloggi per il tribunale

Firmata l’intesa in convenzione tra Comune, Procura generale e Corte d’Appello E a Cese di Preturo assegnato un appartamento per le famiglie di bimbi ricoverati
L’AQUILA. Il Piano Case si svuota di sfollati e si ricicla: alloggi a canone concordato per i dipendenti pubblici della Giustizia. E altri destinati a scopi sociali e solidali.
LA CONVENZIONE. Il Comune ha firmato una convenzione con la Procura Generale e la Corte d’Appello, per consentire l'assegnazione di 30 alloggi Case e Map ai dipendenti degli uffici giudiziari. La convenzione, firmata dal sindaco Pierluigi Biondi, dal procuratore generale Pietro Mennini e dalla presidente della Corte d’Appello Fabrizia Ida Francabandera, prevede che i futuri assegnatari versino canone di compartecipazione e affitto mensile. «Un ulteriore passo per valorizzare il grande patrimonio immobiliare del Comune», ha detto il sindaco.
LA SOLIDARIETÀ. La prima mamma ospitata nella foresteria a servizio del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale San Salvatore non parla italiano, è originaria del Marocco. Per lei assistere il suo bambino nato prematuro sarà più facile, perché da ieri potrà sostare nel nuovo alloggio messo a disposizione dalla onlus “L’Aquila per i più piccoli”. Tre camere da letto, due bagni e una cucina in uno degli appartamenti più grandi del Progetto Case di Cese di Preturo, in via Eduardo De Filippo, dall’altro lato del quartiere noto per il crollo dei balconi malcostruiti. Il Comune ha fornito l’alloggio in comodato d’uso gratuito, sostenuto grazie a una rete di donatori. Fondi importanti quelli raccolti in una cena di beneficenza organizzata all’Emiciclo da una squadra di chef stellati guidati da William Zonfa: 12mila euro, a cui si aggiunge un assegno di 1.500 euro messo a disposizione dal comitato pari opportunità del Comune di Sante Marie. Presenti, oltre agli sponsor, anche il sindaco del Comune marsicano, Lorenzo Berardinetti, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, l’assessore regionale Guido Quintino Liris, il manager Asl Roberto Testa, la responsabile di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale Sandra Di Fabio e la presidente della onlus “L’Aquila per i più piccoli” Rosa Persia. «È una casa che accoglie i genitori dei bambini nati prematuri residenti fuori città», ha spiegato Persia. «Spesso sono genitori in difficoltà economiche e costretti a dormire in macchina o a stazionare sulle panchine dell’ospedale». La onlus mette a disposizione delle coppie anche una psicologa, Francesca Leoncini. «Siamo intorno ai 20-25 nati prematuri», ha ricordato Di Fabio, che ha visto nascere la Terapia intensiva neonatale realizzata anche con donazioni Sky. «Il nostro reparto sopperisce all’assistenza dei prematuri provenienti da tutto l’Abruzzo interno, da Teramo e Sant’Omero», ha aggiunto Di Fabio, che ha ricordato come «una Tin efficiente è un elemento importante per garantire il secondo livello a un’Asl».

