Il quadro di Tommasi torna a casa

10 Settembre 2017

Domani cerimonia a Bazzano, restaurata l’opera che lo raffigura

L’AQUILA. Nel giorno della riapertura delle scuole il Rotary Club L’Aquila Gran Sasso d’Italia vuole fare un piccolo regalo agli studenti aquilani di oggi e di ieri.
Domani, infatti, in collaborazione con la Biblioteca regionale e il servizio Cultura della Regione, verrà riconsegnato alla città il grande quadro raffigurante Salvatore Tommasi, grande patologo italiano dalla cui donazione del fondo librario privato è nata la Biblioteca provinciale oggi regionale.
Il quadro è stato risistemato da Norma Carnicelli della ditta Carnicelli Dario e figli «eccellenza del nostro territorio nel restauro», fanno sapere i rotariani, «e sarà riappeso nell’ingresso della sede attuale della Biblioteca a Bazzano. Il ritratto, dai colori scuri e dallo sguardo severo, appartiene al bagaglio di ricordi di tutti gli aquilani che, per studiare o per marinare la scuola, passavano nei locali della Biblioteca “sotto i portici del liceo” e oggi acquista anche un nuovo significato in virtù delle origini di Tommasi la cui famiglia era di Accumoli, territorio come il nostro profondamente ferito dal terremoto».
La riconsegna avverrà domani alle 18 nei locali della Biblioteca regionale di Bazzano, dove si terrà un brindisi per augurare un rinnovato interesse all’istituzione custode di volumi preziosi e rari e per augurare alla nostra comunità un cammino di solidarietà e speranza.
«L’iniziativa apre una serie di attività che il Rotary Club L’Aquila Gran Sasso d’Italia vuole mettere in campo per riaccendere i riflettori sulla Biblioteca Salvatore Tommasi», dice la presidente Roberta Gargano. «Ringrazio Francesco Tentarelli, responsabile dell’Ufficio soprintendenza ai beni librari e biblioteche della Regione e Giancarlo Zappacosta, direttore del dipartimento Turismo, cultura e paesaggio della Regione, che hanno raccolto con entusiasmo la nostra proposta».
«Abbiamo bisogno», prosegue, «di riscoprire i tesori custoditi nei suoi depositi e renderli fruibili, vorremmo arrivare a chiedere una sala lettura nel centro storico dove si potrebbero anche esporre, a rotazione, i volumi pregiati di cui siamo tutti proprietari. Non è possibile che le ultime generazioni che crescono all’Aquila non conoscano una biblioteca. Per molti di noi adulti è stato un luogo magico, insegniamo ad amarla anche ai ragazzi». (e.n.)
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