Il questore blocca la protesta anti-Snam

15 Dicembre 2019

Gli ambientalisti volevano collocare alcune piantine sul punto dove dovrebbe essere installata la contestata centrale

SULMONA. Volevano solo piantare 5 alberi da frutto sui terreni della Snam in cui è stata autorizzata la centrale, ma il questore ha bloccato tutto e ha inviato poliziotti a presidiare l’area. I cittadini che fanno parte del coordinamento “No hub del gas”, però, non si sono arresi e non hanno arretrato per nulla. Così, ieri mattina, poco prima dell’appuntamento sui terreni della Snam, hanno fatto partire un tam-tam mediatico sui social e sui cellulari per tenere comunque l’iniziativa. E così hanno fatto, controllati a vista dalla polizia, sono entrati in uno dei terreni privati confinanti con quelli della multinazionale del gas e hanno tenuto il loro sit-in pacifico e dimostrativo.
In realtà, l’interessamento della questura è stato sollecitato dagli stessi manifestanti che avevano inviato una comunicazione per informarla di quanto avevano in programma.
Da lì il divieto di entrare su parte dei 14 ettari acquistati dalla Snam in questi anni per realizzare la centrale e il consiglio di tenere la manifestazione sul piazzale antistante il cimitero di Sulmona. «Al di là della sua valenza simbolica, ove attuata con le modalità delineate, la manifestazione comporterebbe, di fatto, l’accesso in un’area privata senza il dimostrato consenso della Snam, nonché modifica dello stato dei luoghi, con conseguenti violazioni di legge», hanno avvertito dalla questura, «per questo la manifestazione sia svolta nel piazzale antistante al cimitero di Sulmona e non sul sito Snam». Ordine che la trentina di manifestanti presenti non ha rispettato, radunandosi coi loro alberelli da frutto da piantare su un terreno privato – messo a disposizione da un cittadino – proprio a ridosso del sito dove dovrebbe sorgere la centrale. Ha guidato la protesta anche stavolta, come da più di dieci anni a questa parte, il “leader” degli ambientalisti del territorio, Mario Pizzola, che ha ricordato la valenza simbolica dell’evento, criticando lo spiegamento di forze da parte della questura. «Avremmo solo piantato cinque alberi nel sito Snam, ma il questore lo ha impedito per motivi di sicurezza», racconta il portavoce dei comitati cittadini per l’ambiente. «Riteniamo che il provvedimento sia un eccesso di potere e una violazione dei princìpi costituzionali. Siamo stati noi a segnalare la nostra iniziativa alla polizia, ma non ci competeva perché in base all’articolo 17 della Costituzione solo le riunioni in luogo pubblico vanno segnalate. In più l’articolo 633 cp stabilisce che si può procedere solo su querela di parte per l’invasione dei terreni privati, cioè da parte della Snam. Impugneremo il decreto del questore e porteremo il caso all’attenzione del governo. Noi non ci arrendiamo finché la Snam non andrà via».
©RIPRODUZIONE RISERVATA