Il questore: così vigileremo sulla movida

I controlli in centro scatteranno dal giovedì pomeriggio, particolare attenzione a San Bernardino e ai Quattro cantoni
L’AQUILA. I controlli per la movida violenta o molesta in centro storico scatteranno dal giovedì pomeriggio e andranno avanti per tutto il fine settimana. È quanto deciso nell’ambito del Comitato ordine e sicurezza della provincia dell’Aquila convocato dal prefetto Cinzia Torraco al quale hanno partecipato tutti i rappresentati delle forze di polizia. Ne ha parlato al Centro il questore Enrico De Simone.
CONTROLLI POTENZIATI
«Stiamo rimodulando i servizi interforze, insieme a carabinieri, Guardia di finanza e polizie municipali», assicura De Simone, «sulla base delle giornate e degli orari più critici, alla luce dei recenti episodi che si sono verificati in centro. Per questo i controlli saranno anticipati a partire dal giovedì pomeriggio. Non ci saranno presìdi fissi», specifica il questore, «ma i servizi saranno mobili, dinamici e interforze con le pattuglie che si muoveranno per il centro storico prestando particolare attenzione nelle zone di San Bernardino e dei Quattro cantoni, quelle maggiormente frequentate da giovani e giovanissimi. I nuovi servizi di controllo del territorio potranno contare anche sul supporto delle polizie municipali. Attività che si aggiunge ai servizi anti–Covid che non abbiamo mai smesso di svolgere». L’ultima rissa in centro storico risale a sabato scorso quando alle 5 del mattino, proprio gli agenti della questura, erano dovuti intervenire alla Fontana luminosa per sedare una violenta lite tra quattro giovani, tutti denunciati per rissa aggravata che si stavano affrontando a bottigliate. Qualche settimana prima, era un sabato pomeriggio, un ragazzo era finito in ospedale dopo aver ricevuto un pugno in faccia nella zona dei Quattro cantoni al culmine di una lite tra due frange di italiani e marocchini. Per il questore non c’è però un vero e proprio allarme sicurezza. «Si tratta di episodi fisiologici», specifica il dirigente della polizia di Stato, che aggiunge: «Più in generale, possiamo affermare che i numeri dei reati di piccola criminalità, che sono ripresi dopo il lockdown, sono comunque più bassi rispetto al periodo pre-pandemia. Quanto alla questione movida, quest’ultima non è assolutamente da criminalizzare perché rappresenta un ritorno alla normalità per i tanti giovani e i giovanissimi dopo un periodo non facile, legato alle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, ma va vissuta senza commettere reati. Per questo il fenomeno è costantemente sotto controllo e monitorato dalle forze di polizia sul territorio».
PIù ATTENZIONE AI GIOVANI
Ed è proprio sul binomio giovani e lockdown che il questore si è voluto soffermare: «C’è oggettivamente un momento critico, soprattutto per i minori, che, inevitabilmente, stanno risentendo degli effetti sociali della pandemia. Proprio a tal proposito il prefetto ha avuto la sensibilità di convocare (nell’ambito del Comitato ordine e sicurezza riunito lunedì, ndr) l’autorità giudiziaria minorile, i rappresentati dell’Ufficio scolastico provinciale, quelli dei Comuni e del commercio per mettere in campo iniziative volte a indirizzare i ragazzi verso attività costruttive di carattere sociale, culturale o sportivo».
LOTTA AL CONSUMO DI ALCOLici
Particolare attenzione, assicura il questore, sarà riservata anche ai locali per la vendita e somministrazione di alcolici. Spesso, infatti, i protagonisti delle risse son ragazzi sotto l’effetto di alcolici. «I locali sono rimasti sempre molto attenzionati da parte delle forze dell’ordine», aggiunge il questore dell’Aquila, «nell’ambito dei servizi anti-Covid, e in particolare per il cosiddetto Green pass; servizi che non si sono mai interrotti. I controlli nelle attività commerciali e negli esercizi sono stati sempre a trecentosessanta gradi, con particolare attenzione anche al rispetto delle norme in materia di vendita e somministrazione di alcolici e superalcolici ai minori. In questo caso non saremo assolutamente clementi: chi sbaglia, paga», assicura il dirigente della polizia di Stato, «sotto questo aspetto molto positivo è stato il colloquio aperto con le associazioni di categoria presenti all’ultima riunione del Comitato ordine e sicurezza».
TRUFFE AGLI ANZIANI
Movida, ma non solo. Nell’ambito della repressione dei reati, il questore De Simone sta pensando anche di predisporre una specifica campagna di sensibilizzazione rivolta agli anziani, troppo spesso bersaglio di truffe da parte di malintenzionati. L’iniziativa potrebbe essere svolta di concerto con i centri anziani o gli uffici postali del territorio. Al momento si tratta solo di ipotesi per tutelare questa fascia debole di popolazione.
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