Il questore: «Lascio una città più tranquilla»

Commiato di Terribile che lascia l’incarico: arricchito dall’esperienza in questo territorio
L’AQUILA. «Lascio una città più tranquilla anche grazie al lavoro di prevenzione e sono arricchito da questa esperienza che mi sarà utile nel mio nuovo incarico. Grazie ai miei poliziotti e agli aquilani».
Il questore dell’Aquila, Alfonso Terribile, ha salutato così la città e i suoi ex collaboratori nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri mattina insieme al collega, il funzionario Marco Nicolai. Terribile andrà a Roma, città nella quale risiede dal 1975, dove coordinerà un gruppo di lavoro deputato a riordinare gli uffici della polizia a livello territoriale.
Il dirigente di polizia, originario della Puglia, è rimasto nel capoluogo di regione per 23 mesi e l’esperienza nelle zone terremotate lo ha certamente colpito. «Dall’esterno», ha osservato, «non si comprende la tragedia vissuta all’Aquila. Prima di arrivare qui anche io mi chiedevo perché non si fosse ancora ricostruito dopo il terremoto del 2009 ma poi, quando ci sei dentro, ti rendi conto che è un processo difficile, perciò alcune polemiche sono fuori dalla ragionevolezza».
«Lascio a malincuore questo ufficio», ha poi aggiunto, «il mio apprezzamento va al personale e alle altre forze che hanno contribuito a rendere più sicuro questo territorio».
«Ho trovato un’istituzione salda»,ha aggiunto, «perciò ringrazio i miei predecessori e spero che il mio successore trovi in questo ufficio un punto di riferimento. La nostra vita è questa, arriviamo in un luogo, abbiamo bisogno di tempo per capirlo, e quando arriviamo al momento migliore, avendo anche delle relazioni e talvolta anche degli amici, è il momento di partire. Mi è successo pure qui». Non sono mancati poi elogi alla bellezza del territorio provinciale con particolare riferimento a Campotosto che ha visitato in seguito al sisma.
Il questore ha ricordato i numerosi eventi importanti di ordine pubblico, dalla visita dell’ex premier e del presidente della Repubblica a quelle di numerose personalità politiche e di governo. «È stato un impegno importante», ha precisato, «che ha avuto anche delle criticità come nella prima visita di Renzi, ma quei fatti sono riconducibili a facinorosi di altre province e regioni». Ha poi sottolineato il «rapporto corretto e utile che si è creato con i media, anche se per un funzionario di polizia la riservatezza è d’obbligo, ma questo nulla toglie al rapporto con gli organi di informazione».
«Ringrazio soprattutto i cittadini», ha detto ancora il questore uscente, «che mi hanno accolto con grande entusiasmo, spesso ho avuto manifestazioni di simpatia per quanto è stato fatto, che è semplicemente il nostro dovere e sono orgoglioso della fiducia che mi hanno dato». Si è parlato anche di colui che subentrerà al suo posto, l’attuale questore di Trieste, Antonio Maiorano, 63 anni, che ha una solidissima esperienza di lotta alle mafie, ma secondo il sindacato Coisp è una scelta discutibile visto che non è lontano dal pensionamento.
«Non mi sembra proprio il caso di parlare di pensionato», ha commentato, «sono sicuro che il collega farà meglio di me, non lo conosco di persona, ma conosco il capo della polizia e se ha fatto questa scelta un motivo certamente c’è. Penso che tutti si ricrederanno».
Si è anche fatto riferimento a una critica della Camera penale che ha accusato la Questura di aver diffuso un video su alcuni arresti per droga.
«Va evitata la spettacolarità, che non ci appartiene», ha ammesso,«al di là delle norme, abbiamo parlato con il dirigente della Mobile e credo che in futuro andrà fatta una riflessione di questo genere».
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